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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Liquori
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: IGP

Descrizione

"L'Ambrosia di arance", una delizia che nasce dalle arance pugliesi.

Certificazioni 

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'Ambrosia di arance nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Inoltre, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha inserito le arance del Gargano nell'Elenco dei Prodotti DOP (Di Origine Protette), IGP (Indicazioni Geografiche Protette), e STG (Specialità Tradizionali Garantite), della regione Puglia.

Questo vuol dire che in nessun'altra zona nascono arance con le stesse caratteristiche.

Un punto molto importante a favore dell'economia pugliese e un notevole vanto per l'Italia.

Territorio

Le zone più ricche e produttive, per quanto riguarda le arance, sono:

  • Rodi Garganico;
  • Ischitella;
  • Vico del Gargano;
  • altri tratti vicini alla costa, in provincia di Foggia.

Caratteristiche

Le "arance garganiche" si contraddistinguono per la loro forma perfettamente sferica, a pezzatura fine e sottile, con la buccia lucida, di un bell'arancione brillante.

Sono agrumi molto profumati e succosi, seppur non eccessivamente grandi come dimensioni.

Sono proprio queste arance, native della Puglia, l'ingrediente principale dell'ambrosia di arance, un tipico liquore pugliese.

Liquore prestigioso

L'Ambrosia d'arance è un "liquore" che si produce in Puglia, soprattutto nella zona del Gargano e della provincia di Foggia.

Viene realizzato grazie alla tecnica dell'estrazione a caldo tramite alcool.

Questa tipologia di distillazione permette di non perdere il profumo e l'aroma delle arance e non ne altera il colore.

La dolcezza delle arance, adeguatamente equilibrata dal sapore dell'alcool, assume un retrogusto quasi frizzante.

Il liquore è:

  • dolce;
  • piuttosto denso;
  • morbido, delicato e fresco.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dell’Ambrosia di arance sono semplicissimi e la ricetta non è per niente difficile!

Abbiate cura di avere in casa i seguenti ingredienti:

  • buccia di 5 arance del Gargano;
  • 400 g di acqua;
  • 300 ml di alccol;
  • 300 g di zucchero.

Preparazione

Passiamo alla preparazione di questo squisito liquore tipico pugliese, per prima cosa dovete:

  • munirvi di un pelapatate e stando attenti, "pelate" la buccia delle arance del Gargano, la buccia non è sottile come quella delle patate, pertanto prestate molta attenzione!

Durante questa fase, la cosa importante è che dovete pelare "solo" la parte "arancione" dell’arancia, in quanto la parte "bianca" è quella più “amara” e rischiereste di dare un sapore piuttosto "amarognolo" alla vostra Ambrosia di arance.

A questo punto sarà necessario:

  • prendere un barattolo di vetro abbastanza capiente e mettere in "infusione" le bucce di arancia con l’alcool, l’infuso avrà bisogno di circa 8 giorni per "macerare";
  • trascorso questo tempo, con l’aiuto di un colino, potrete scolare le bucce dall’alcool e le andrete a riporre in una ciotola.

A parte, in un pentolino, fate bollire l’acqua insieme allo zucchero e successivamente fate raffreddare il liquido.

Quando la soluzione di acqua e zucchero sarà "fredda", potrete aggiungerla all’alcool con l’aroma di arance.

Imbottigliamento

Siamo arrivati alla fase di imbottigliamento, pertanto, utilizzando un mestolo ed un imbuto, riempite le vostre bottiglie dell’Ambrosia di arance.

Una volta rabboccate, chiudetele e conservate il liquore di arance in un luogo che sia lontano dalla luce e da fonti di calore, sarebbe meglio riporle in un posto buio e fresco!

Prima della degustazione dell'Ambrosia di arance, lasciate riposare le bottiglie per almeno un mesetto.

Degustazione

L'Ambrosia di arance viene servita:

  • a fine pasto, ghiacciato, come digestivo oppure in accompagnamento a dolci o buffet di pasticceria.

Versatilità

È un liquore molto versatile, che trova applicazione anche nell'ambito della preparazione di "dolci".

Ad esempio, diluito in acqua, diventa una perfetta bagna per il Pan di Spagna, per preparare torte a base di creme fresche o frutta.

Viene utilizzato anche per aromatizzare "creme pasticcere", sia a base di uova che di cioccolato.

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Liquori
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: IGP

Descrizione

"L'ambrosia di limone" è un liquore antichissimo, tipico della tradizione pugliese, è infatti un prodotto tipico di Rodi Garganico un comune della provincia di Foggia.

Certificazioni

Il Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'ambrosia di limone nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Caratteristiche

L'ambrosia di limone più nello specifico è:

  • un liquore dall'aroma intenso e dal colore giallo paglierino che si ottiene dal limone tipico della zona, il cosiddetto "limone F emminello del Gargano".

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha inserito il limone F emminello del Gargano nell'Elenco dei Prodotti DOP (Di Origine Protette), IGP (Indicazioni Geografiche Protette), e STG (Specialità Tradizionali Garantite), della regione Puglia.

La scorza di questo tipico limone è ricca di oli essenziali dal profumo intenso che rendono questo liquore unico nella sua tipologia.

Il Femminello del Gargano IGP è uno dei limoni più antichi d'Italia.

La sua particolarità è la:

  • scarsa presenza di semi nella polpa.

Si conoscono due specie di Femminello del Gargano:

  • quello a scorza gentile, ossia liscia e sottile;
  • quello oblungo che presenta una scorza più spessa.

Territorio

Il limone Femminello del Gargano è un prestigioso tipo di limone prodotto nella provincia di Foggia, in particolare nei comunci di:

  • Rodi Garganico;
  • Ischitella;
  • Vico del Gargano.

I limoneti del Femminello del Gargano sorgono principalmente sulla fascia di costa prossima al mare, dove il clima è mite e la posizione strategica assolata, creano le condizioni ideali per la produzione di limoni, ma anche di arance.

Degustazione

Questo liquore solitamente accompagna il dessert o viene offerto a fine pasto per le sue proprietà digestive. 

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dell'ambrosia di limone sono:

  • buccia di limone;
  • alcol;
  • acqua;
  • zucchero.

Ricetta

Vediamo nello specifico come prepararlo secondo la ricetta della tradizione.

L’ambrosia di Limone racchiude in ogni sorso tutto l'aroma degli ottimi agrumi locali.

Per preparare questo liquore, vengono impiegati solo i migliori limoni pugliesi, in particolare, come abbiamo già detto, quelli appartenenti alla varietà "Femminello".

Per la preparazione di una buona ambrosia di limone è necessario:

  • estrarre a caldo gli oli essenziali dalla buccia dei limoni attraverso il vapore dell'alcool, ciò dovrà essere effettuato all'interno di contenitori con chiusura ermetica, preferibilmente in acciaio inox;
  • si procede poi con il filtraggio dell'alcool;
  • si aggiunge alla soluzione ottenuta uno sciroppo preparato con 600 ml d'acqua e 600 grammi di zucchero;
  • si lascia riposare per circa 25 giorni.

Una volta trascorso questo tempo, verrà effettuato un ulteriore filtraggio e solo allora sarà possibile procedere all'imbottigliamento dell'ambrosia di limone.

Imbottigliamento

Si consiglia di imbottigliare il liquore in bottiglie di vetro con tappi di sughero.

In Cucina

Vi proponiamo di seguito una ricetta per un'ottima torta all'essenza di ambrosia di limone e non solo.

Ingredienti

Gli ingredienti per la base, necessari per la prealizzazione di questa torta, sono:

  • 400 g di farina;
  • 200 g di burro;
  • 200 g di zucchero;
  • mezza bustina di lievito per dolci;
  • 2 tuorli
  • 1 uovo intero
  • aroma di vaniglia
  • buccia grattugiata di un limone Femminello del Gargano.

Per quanto riguarda la farcia, della torta all'essenza di ambrosia di limone gli ingredienti sono:

  • 100 g di latte;
  • 100 g di zucchero;
  • 600 g di formaggiofresco morbido;
  • 20 g di maizena;
  • 1 tuorlo;
  • 2 uova;
  • 2 cucchiai di essenza di ambrosia di limone;
  • aroma di vaniglia.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione della torta all'essenza di ambrosia di limone, quindi:

  • preparate la pasta frolla e tenetela a riposare in frigor avvolta in pellicola da cucina, per circa una oretta.

Prendete il formaggio, lavoratelo con lo zucchero e successivamente unite:

  • il latte concentrato;
  • l’essenza di ambrosia di limone;
  • la vaniglia;
  • le uova;
  • la maizena.

A questo punto mescolate ed impastate il tutto per bene.

Togliete la pasta frolla dal frigor, poi:

  • imburrate una tortiera (fondo e lati), con cerniera apribile da circa 26 cm e stendetevi la pasta frolla;
  • versate all’interno della tortiera il composto e riponete tutto in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti.
  • Fate attenzione,se la superficie della torta dovesse “scurirsi molto”, copritela con un foglio di carta da forno.

Trascorsi i minuti di cottura, togliete la torta all'essenza di ambrosia di limone dal forno, aspettate che si raffreddi ed infine date il tocco finale con una bella spolverata di zucchero a velo.

La vostra torta all'essenza di ambrosia di limone sarà pronta per essere gustata!

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Formaggi
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: IGP

Descrizione

La "burrata", originaria di Andria, è un formaggio fresco pugliese dal gusto avvolgente e dal cuore morbido.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la burrata nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Divenuta ormai simbolo della gastronomia pugliese, la burrata ha ottenuto il riconoscimento IGP.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione della burrata sono:

  • latte vaccino;
  • sale;
  • caglio;
  • panna pastorizzata.

Caratteristiche

Il latte utilizzato per la produzione della burrata è rigorosamente di "vaccino".

La forma di questo formaggio è:

  • tondeggiante;
  • esternamente ha uno strato che ricorda la mozzarella (fatto di pasta filata);
  • al suo interno c'è un ripieno ottenuto da straccetti di pasta filata mescolati a panna liquida.

Il composto così ottenuto è chiamato "stracciatella".

Dopo averla composta, la burrata è chiusa e sigillata grazie ad un tuffo in acqua bollente subito seguito da un altro tuffo in acqua ghiacciata.

Origini

La nascita della burrata si collega ad una storia particolare.

Sembra che un certo Signor Bianchino Lorenzo, proprietario di una masseria agli inizi del '900, si sia trovato in difficoltà nel portare il latte prodotto dalle sue mucche in città a causa di un forte freddo che aveva portato con sé una nevicata abbondante.

Per non perdere il latte decise di improvvisare una produzione casearia seguendo i principi della mantéche, un involucro di pasta filata utilizzato al tempo per la conservazione del burro.

Così mescolò insieme dei ritagli di pasta filata con il latte e la crema da esso derivata per poi avvolgere il tutto in altra pasta filata.

Fu così che, dall'originale intento di trasformare il latte per non perderlo, il Signor Bianchino inventò il prodotto destinato ad avere così tanto successo in Puglia, in Italia e nel mondo.

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Regione: Puglia
Tipologia di prodotto:  Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Origini

 La coltivazione della "cipolla bianca di Margherita" risale agli inizi del '700.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha inserito la cipolla bianca di Margherita nell'Elenco dei Prodotti DOP (Di Origine Protette), IGP (Indicazioni Geografiche Protette), e STG (Specialità Tradizionali Garantite), della regione Puglia.

Tipologie

Già allora, grazie al lavoro degli agricoltori, si potevano trovare cinque ecotipi diversi di cipolla bianca di Margherita:

  • Marzaiola;
  • Aprilatica;
  • Maggiaiola;
  • Giugnese;
  • Lugliatica.

I cinque ecotipi, oltre ad avere periodi differenti di raccolta, si distinguono anche per forma e peso:

  • le cipolle bianche di Margherita più precoci hanno una forma leggermente più schiacciata ai poli ed un peso di circa 100 g cadauna;
  • mentre quelle tardive hanno una forma molto rotondeggiante e arrivano a pesare fino a 200 g ciascuna.

Coltivazioni

La coltivazione della cipolla bianca di Margherita avviene lungo la Costa Adriatica ed in particolare nelle zone dei comuni di Margherita di Savoia (ragion per cui si chiamano proprio in questo modo), Manfredonia e Zapponeta.

È proprio il terreno sabbioso, dalla falda acquifera superficiale e rendere la cipolla bianca di Margherita unica nel suo genere.

Caratteristiche

La cipolla bianca di Margherita designa l’ortaggio allo stato fresco ottenuto dal bulbo della specie Allium cepa L., limitatamente agli ecotipi locali:

  • Marzaiola o Aprilatica (tipologia precoce);
  • Maggiaiola (medio precoce);
  • Giugniese e Lugliatica (di maturazione tardiva).

Gli ecotipi locali scelti per la coltivazione della cipolla bianca di Margherita sono autoriprodotti e selezionati da diverse generazioni di agricoltori della zona.

La semina avviene a partire da fine Agosto fino ai primi di Settembre, successivamente vi è il trapianto delle piantine che deve essere effettuato nel periodo compreso tra Novembre e Febbraio.

In questa fase è molto importante "l’irrigazione", che deve essere commisurata all’andamento stagionale delle piogge.

La raccolta della cipolla bianca di Margherita viene effettuata manualmente, ha inizio in periodi diversi a seconda della tipologia, ovvero:

  • la cipolla Marzaiola o cipolla Aprilatica è la più precoce e viene raccolta a partire da metà Marzo;
  • la cipolla Maggiaiola a Maggio;
  • la cipolla Giugniese e Lugliatica vengono raccolte fra Giugno e metà Luglio.

Durante la raccolta vengono selezionati anche i bulbi da utilizzare per i nuovi impianti.

Il "confezionamento" è consentito solo se effettuato subito dopo la raccolta, mentre è vietato "riconfezionare" il prodotto al di fuori della zona di produzione.

La cipolla bianca di Margherita è caratterizzata da:

  • bulbi bianchi;
  • dal sapore dolce e succulento;
  • consistenza tenera e croccante;
  • elevato contenuto in zuccheri.

Le tipologie locali di cipolle, si differenziano così:

  • la Marzaiola o Aprilatica presentano una forma schiacciata ai poli;
  • la Maggiaiola ha forma meno schiacciata;
  • la Giugniese e la Lugliatica si presentano decisamente rotondeggianti.

Produzione

La zona di produzione della cipolla bianca di Margherita interessa:

  • la fascia costiera adriatica nel territorio del comune di Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani;
  • i comuni Zapponeta e Manfredonia, in provincia di Foggia, nella regione Puglia.

Degustazione

La cipolla bianca di Margherita può essere consumata sia cotta, che cruda, ma è da cruda che si può apprezzare meglio il sapore.

L'ideale, sarebbe servirla come:

  • condimento all'interno di insalate a base di verdure o legumi.

Per la sua caratteristica dolcezza, è particolarmente indicata come:

  • contorno di piatti sia a base di carne che di pesce, perché ne esalta il sapore senza coprirlo.

La cipolla bianca di Margherita viene cucinata:

  • in umido e sulla griglia;
  • in padella o al forno.

La cipolla bianca di Margherita è molto usata anche:

  • in insalata;
  • con patate lessate oppure cetrioli e carote;
  • condita semplicemente con olio extra vergine di oliva.

Ideale per zuppe e minestre!

Conservazione

È consigliabile conservare la cipolla bianca di Margherita in luogo fresco e asciutto per preservare al meglio la consistenza tenera e croccante del bulbo.

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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: IGP

Certificazioni

La "cipolla di Zapponeta", è coltivata con Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la cipolla di Zapponeta nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Coltivazioni

Questa cipolla è coltivata solo nei territori di:

  • Manfredonia;

  • Margherita di Savoia e appunto Zapponeta;

a cavallo quindi tra le province di Barletta, Andria, Trani e Foggia.

La cipolla di Zapponeta è uno dei "fiori all' occhiello" della produzione agroalimentare tipica pugliese.

Presentazione

Dal colore bianco avorio, la cipolla di Zapponeta può avere:

  • forma e dimensione variabile a seconda del periodo di raccolta.

Se prelevata dal terreno di coltura tra Aprile e Maggio:

  • ha una forma piatta e schiacciata.

Se invece, viene raccolta tra Giugno e Agosto:

  • ha una forma più tonda e piriforme.

Non avendo un terreno in cui crescere dalla struttura importante, in quanto sabbioso, il bulbo della cipolla di Zapponeta assume una "forma perfetta", non incontrando alcun tipo di resistenza nello sviluppo.

Viene coltivata lungo la fascia costiera costituita da "arenili", vicino ai territori delle saline che erano un tempo zone a carattere paludoso, bonificate dall' opera dei contadini che nei secoli hanno saputo trasformarle in aree per la coltivazione.

Varietà

Si differenzia dalle altre coltivazioni simili per:

  • la spiccata croccantezza dovuta alla minore presenza di sostanza secca;
  • per il sapore dolce dovuto al basso contenuto di acido piruvico responsabile dell'aroma pungente che di solito caratterizza questo ortaggio da bulbo.

In cucina

Si presta molto bene ad ogni tipo di ricetta, è ottima se:

  • consumata cruda;
  • cotta al forno o gratinata;
  • può essere utilizzata per delle dolcissime zuppe o per il tipico calzone pugliese.
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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Vegetali trasformati
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: IGP

Descrizione

Altamura è un comune barese noto soprattutto per il grano duro ed il suo inimitabile pane DOP.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la lenticchia di Altamura nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

La lenticchia di Altamura è un prodotto IGP, ovvero di Indicazione di Origine Protetta.

Storicità

In realtà, è in questa stessa zona che viene coltivata anche la "lenticchia di Altamura", una delle varietà più famose e rinomate del mondo.

Il commercio di questo prodotto viene avviato soprattutto negli anni Trenta.

Questa lenticchia si è sempre contraddistinta per il suo caratteristico colore "verdognolo".

Da allora si è imposto sui mercati internazionali, conquistando un "posto d’onore" sulle tavole di:

  • Australia;
  • Germania;
  • Stati Uniti ed altri Paesi.

Dagli anni Settanta in poi, la produzione di queste lenticchie è però "rallentata", soprattutto a causa di un intensificarsi delle coltivazioni di grano duro.

La rinascita della lenticchia pugliese negli ultimi anni è opera di un gruppo di agricoltori riuniti nel consorzio Terre di Altamura.

Queste persone si sono impegnate nello sviluppo del territorio e nell’uniformazione delle tecniche di coltivazione e lavorazione.

Da qui, si è poi deciso di tentare una nuova sfida, ovvero cercare di conquistare l’ambito riconoscimento della "certificazione IGP".

Il duro lavoro è stato premiato e nel 2016 il traguardo è stato finalmente raggiunto.

Proprietà salutari

Le lenticchie di Altamura, da un punto di vista "nutritivo" sono molto importanti, poiché:

  • ricche di fibre;
  • ricche di sali minerali;
  • ricche di vitamine;
  • ricche di antiossidanti;
  • ricche di vitamina PP (funge da potente equilibratore del sistema nervoso, con azione antidepressiva e antipsicotica);
  • povere di grassi.

Le lenticchie sono considerate, fin dai tempi antichi, la “carne dei poveri”!

L’elevato contenuto di fibre le rende molto importanti e utili per:

  • il funzionamento dell’apparato intestinale;
  • contrastare malattie cardiovascolari;
  • tenere sotto controllo il livello del colesterolo.

Sono consigliate anche nella "prevenzione dell’arteriosclerosi", poiché i pochi grassi in esse contenute sono di tipo insaturo, inoltre contengono anche “isoflavoni”, sostanze che “puliscono” l’organismo.

Gli esperti consigliano la loro assunzione soprattutto in virtù delle loro "proprietà antiossidanti" che agiscono positivamente sugli inquinanti a cui tutti siamo soggetti.

Le lenticchie sono anche molto ricche di:

tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione.

In cucina

La lenticchia di Altamura la troviamo in moltissimi piatti della cucina tipica pugliese, quello che vogliamo proporvi è:

  • la minestra di lenticchia di Altamura con salsiccia e crostini di pane Altamura.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione della minestra di lenticchia di Altamura con salsiccia e crostini di pane Altamura sono:

  • 800 g di lenticchie di Altamura;
  • 400 g di pane di Altamura raffermo;
  • 100 g di Parmigiano grattugiato;
  • 200 ml di olio di semi di girasole;
  • 600 g di salsiccia fresca;
  • 3 uova;
  • 1 gambo di sedano;
  • 1 carota;
  • 1 cipolla;
  • 2 foglie di alloro;
  • rosmarino q.b.;
  • olio extravergine di oliva;
  • sale fino q.b.;
  • pepe.

Preparazione

Cominciamo con la preparazione, quindi:

  • fate cuocere le lenticchie in maniera tradizionale;
  • a parte preparare i crostini di pane;
  • tagliate il pane a tocchetti;
  • conditeli con olio, sale, pepe e un rametto di rosmarino.

Infornate il tutto a 170° per 10 minuti.

Intanto fate rosolare uno spicchio di aglio in una padella con un goccio di olio e poi aggiungete la salsiccia.

Tritate gli aghi di rosmarino rimasti ed uniteli alla salsiccia.

Impiattate versando la zuppa di lenticchie sul fondo del piatto e completare con la salsiccia e i crostini di pane.

Degustazione

In cucina poi si adattano ad una serie infinita di piatti e possono essere utilizzate per preparare:

  • zuppe;
  • vellutate;
  • contorni e molto altro ancora.
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