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Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto:  Paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria

Descrizione

I "biscotti bolliti", chiamati anche "viscotta udduti" o "biscotti scaurati", sono un prodotto tipico del ragusano, ma apprezzati in tutta la Sicilia e in generale in tutt'Italia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i biscotti bolliti nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

I biscotti bolliti sono biscotti non eccessivamente dolci, che si possono consumare anche come:

  • spuntino;
  • merenda.

Sono accompagnati a:

  • formaggi dolci spalmabili;
  • confetture di frutta;
  • mostarde;
  • burri aromatizzati.

Molti amano gustarli nel latte, perché ricordano un po' il sapore del pane di una volta, quello che si utilizzava per preparare una cena frugale e nutriente:

  • la zuppetta di latte e caffè.

Sono biscotti estremamente croccanti e pastosi all'interno.

Tradizioni

I biscotti bolliti sono considerati un "dolce Pasquale", ma soprattutto in Sicilia, si consumano volentieri tutto l'anno.

La loro particolarità è quella di essere:

  • cotti in forno dopo essere stati "bolliti".

Questo conferisce loro un sapore delicato, non particolarmente intenso, neutro e che piace a tutti, per la sua semplicità.

Valori nutrizionali

100 gr di biscotti bolliti apportano circa:

  • 300 calorie;
  • 50 gr di carboidrati;
  • 10 gr di proteine;
  • 7 gr di grassi;
  • 3 gr di fibre.

Sono, quindi, da considerarsi uno spuntino o una merenda decisamente bilanciata e non eccessivamente grassa o calorica.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per circa 1 kg di biscotti bolliti sono:

  • 500 gr di farina;
  • 0,250 gr di farina 00;
  • 100 gr di zucchero bianco;
  • 30/40 gr di strutto;
  • 5 uova;
  • 1 cucchiaino di succo di limone;
  • 1 cucchiaino di aroma di anice.

Preparazione

I biscotti bolliti si preparano lavorando su una spianatoia, tutti gli ingredienti, aggiungendone uno alla volta alle farine, fino ad ottenere un composto liscio e morbido.

A questo punto si deve:

  • stenderlo con un mattarello;
  • tagliare dei rotolini di pasta;
  • modellarli a forma di "S", di anello o di rosa, a spirale.

I biscotti vanno"bolliti" per 5 minuti, lasciati riposare per mezza giornata su teglia, poi messi in forno, a 200° per una mezz'oretta.

Pubblicato in SICILIA
REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti da forno

Descrizione

La "cazzateddhra di Nardò" è una specialità della panificazione pugliese, precisamente della provincia leccese.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la cazzateddhra di Nardò nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Simbologia

Detta anche "cazzateddhra eu lu pepe" in lingua dialettale, si tratta di:

  • un panetto all'olio di frantoio e pepe nero, una spezia che in passato era considerata un lusso e che solo in pochi si potevano concedere.

Da sempre la cazzateddhra di Nardò è il pane simbolo della "festa", una volta si preparava in occasione della ricorrenza del santo patrono di Nardò, San Gregorio Armeno, oggi invece si consuma regolarmente e i panifici lo preparano tutti i giorni.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per preparare la cazzateddhra di Nardò sono:

  • la farina di grano duro;
  • il sale;
  • il lievito naturale;
  • l'olio di frantoio;
  • il pepe nero fresco di macinatura.

Preparazione

  • Si riscalda l'olio insieme al pepe e si unisce alla farina setacciata;
  • si aggiunge la giusta quantità di sale e di lievito e si inizia ad amalgamare gli ingredienti;
  • all'occorrenza si aggiunge dell'acqua appena tiepida, l'impasto deve essere bello liscio, morbido, ma non troppo.

Con la pasta ottenuta si formano dei "bastoncini cilindrici" spessi max 3 cm e lunghi almeno 10 cm.

Per dare la forma tipica delle cazzateddhra di Nardò basta chiudere il bastoncino sovrapponendo le due estremità;

  • i panetti pronti si sistemano su una teglia da forno, distanziati tra loro, e si fanno lievitare fino a che non hanno raddoppiato il loro volume (i pani non devono più avere il buco al centro).

Cottura

Si passa infine alla cottura in forno a 200 gradi, le cazzateddhre devono assumere il classico colore dorato!

Pubblicato in PUGLIA
Regione: Puglia
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria |

Descrizione

La "cazzateddhra di Surbo" è un panetto pugliese tipico della provincia di Lecce.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la cazzateddhra di Surbo nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Tradizioni

La sua forma, visibilmente schiacciata, ricorda il pane arabo, è sicuramente una ricetta molto antica che in passato non mancava mai sulle tavole delle famiglie più povere.

Ogni anno durante la stagione estiva, il "comune di Surbo" organizza feste e sagre dedicate proprio a questa loro specialità da forno.

Ingredienti

La cazzateddhra di Surbo è un prodotto semplice, ma molto buono e si prepara con:

  • acqua;
  • farina;
  • lievito.

Preparazione

Il panetto viene cotto nel forno a legna, è di una morbidezza unica ed è buono da mangiare:

  • da solo;
  • agliato;
  • farcito.

Lavorazione

Si impasta:

  • acqua e farina;
  • si aggiunge il lievito;
  • si formano tanti panetti di circa 8-10 centimetri di diametro.

Si coprono con un telo, si fanno lievitare un paio d' ore e si infornano.

Cottura

La cottura è breve, sono sufficienti pochi minuti per ottenere cazzateddhre soffici e pronte da gustare.

Solitamente la cazzateddhra di Surbo pesa tra i 150 e i 200 grammi, non è mollicosa e può contenere una discreta quantità di ripieno, a scelta a seconda del gusto.

La versione più tradizionale è la "cazzateddhra farcita" con:

  • pomodorini rossi o gialli;
  • sale;
  • olio di frantoio;
  • origano.

Nelle zone di Lecce non c'è forno che non prepari tutti i giorni questi caratteristici panetti.

Gli amanti dei prodotti da forno consumano regolarmente le cazzateddhra di Surbo in qualsiasi momento della giornata.

Degustazione

A Surbo, ma anche negli altri comuni vicini, si usa fare merenda con qualcosa di salato, quindi si preferisce la cazzateddhra di Surbo ad una fetta di crostata o di dolce!

Pubblicato in PUGLIA
Regione: Sardegna 
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

Il "civraxiu" è il nome sardo di un particolare tipo di pane, diffuso in tutta la Sardegna ma le cui radici si trovano a Sanluri, un paese del Medio Campidano nella zona sud-occidentale dell'Isola.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il civraxiu nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Il nome presenta alcune variazioni, come civràxu e civàrxu, a seconda della zona di produzione.

Molto probabilmente il nome civraxiu deriva dalla parola latina "cibarius", ovvero cibo.

Ciò dimostrerebbe le origini molto antiche di questo particolare tipo di pane.

Ingredienti

Il civraxiu viene realizzato utilizzando:

  • semola;
  • farina di grano duro;
  • sale;
  • acqua;
  • lievito naturale.

Caratteristiche

Il civraxiu è caratterizzato da:

  • una forma circolare ma, irregolare;
  • da una crosta scura e croccante;
  • da una mollica tenera e compatta.

La forma del civraxiu è generalmente molto grande, con un peso medio tra 1,5 e 2 kg.

Preparazione

La preparazione risulta abbastanza particolare in quanto prevede una doppia lievitazione, quindi:

  • dopo aver lavorato l'impasto, si conferisce al civraxiu la forma tipica e si lascia lievitare una prima volta;
  • si passa alla seconda lievitazione che avviene all'interno di cesti ricoperti da lino o cotone che hanno la funzione di assorbire l'umidità della pasta;
  • dopo questo processo si passa alla cottura nel forno a legna.

Il civraxiu è caratterizzato da un periodo di conservazione molto lungo ed è per questo che era il pane più consumato dai contadini e dai pastori del Campidano.

Ancora oggi nel sud dell'Isola il civraxiu è il pane che viene consumato quotidianamente e che si trova in ogni panificio, portando avanti una tradizione ormai centenaria.

Pubblicato in SARDEGNA
REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

Il "coccoi a pitzus", noto anche col nome di "su scetti" o "pasta dura", è un tipico pane sardo che, secondo un'antica tradizione, viene preparato in occasioni particolari.

 Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito coccoi a pitzus nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Tradizioni

Si tratta di un prodotto da forno pregiato che arricchisce:

  • la tavole natalizie;
  • pasquali (il coccoi cun s'ou);
  • degli sposi (coccoi de is sposus).

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la lavorazione del coccoi a pitzus sono:

  • semola di grano duro;
  • acqua;
  • sale marino prodotto in Sardegna;
  • fermenti naturali (fermento su fromentu);
  • lievito di birra (a discrezione).

Caratteristiche

Le particolarità di questo pane sono:

  • la forma, tonda e con un foro al centro;
  • le decorazioni, i "pitzus", infatti, sono i pizzi che ornano questo pane.

Essi vengono creati, lungo tutto il suo perimetro inferiore e sulla crosta superiore, con l'ausilio di due arnesi:

  • la "serretta" e uno speciale coltellino che, in dialetto sardo, si chiama "gotteddu de pesai" o "arrasoyedda".

La crosta del coccoi a pitzus si presenta:

  • croccante e con una tonalità dorata;
  • la sua mollica è molto morbida e di colore bianco.

A seconda della ricorrenza per la quale viene preparato, il coccoi a pitzus risulta ulteriormente abbellito con:

  • nastrini di raso oppure con uova sode colorate.

Preparazione

Si inizia con la lavorazione del coccoi a pitzus, quindi si procede seguendo queste indicazioni:

  • l'impasto viene lavorato e allungato a mano;
  • gli si dà la forma circolare e si procede con la creazione delle decorazioni;
  • il tempo di riposo prima della cottura è di circa 65 minuti, e avviene ponendo l'impasto lavorato su dei teli di lino;
  • quindi, il coccoi a pitzus viene cotto al forno per circa 50 minuti, a una temperatura di 220° C.
Pubblicato in SARDEGNA
Regione: Sardegna 
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

Il "coccoietto con l'uovo", in dialetto "coccoi de ou", è un pane tipico sardo diffuso in tutta la Sardegna.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il coccoietto con l'uovo nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Tradizioni

Il coccoietto con l'uovo veniva tradizionalmente preparato in occasione della Pasqua ed è per questo che nel dialetto dell'isola è conosciuto anche con il nome di "coccoi de Pasca", coccò di Pasqua appunto.

Ingredienti

La realizzazione del coccoietto con l'uovo avviene utilizzando gli ingredienti usati per gli altri tipi di pane, ovvero:

  • semola di grano duro;
  • acqua;
  • sale;
  • lievito.

Caratteristiche

La crosta è croccante e presenta numerose sporgenze, mentre la mollica è abbastanza compatta.

La particolarità del coccoietto con l'uovo è rappresentata:

  • dalle forme con le quali viene realizzato e soprattutto dalla presenza di un uovo, tradizionale simbolo pasquale, incastonato nella pasta.

Le forme che caratterizzano questo pane sono:

  • molto varie e cambiano in base alle zone di produzione.

Tradizioni

Le forme più diffuse di coccoietto con l'uovo sono:

  • le forme a semicerchio e quelle che rappresentano animali stilizzati come uccelli, galline e pesci.

Proprio per la particolare forma di pesce, in alcune zone della Sardegna il coccoietto con l'uovo è conosciuto anche come "aguglia".

Era usanza regalare il "coccoi de Pasca" a parenti e amici come auspicio di fertilità e fortuna.

Infatti, l'uovo racchiuso nel pane era simbolo di prosperità.

Invece, il pane realizzato con le forme di animali era tradizionalmente riservato ai bambini, un po' come avviene oggi con le uova di Pasqua. 

Pubblicato in SARDEGNA
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