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Regione: Puglia
Tipologia di prodotto:  Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Origini

 La coltivazione della "cipolla bianca di Margherita" risale agli inizi del '700.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha inserito la cipolla bianca di Margherita nell'Elenco dei Prodotti DOP (Di Origine Protette), IGP (Indicazioni Geografiche Protette), e STG (Specialità Tradizionali Garantite), della regione Puglia.

Tipologie

Già allora, grazie al lavoro degli agricoltori, si potevano trovare cinque ecotipi diversi di cipolla bianca di Margherita:

  • Marzaiola;
  • Aprilatica;
  • Maggiaiola;
  • Giugnese;
  • Lugliatica.

I cinque ecotipi, oltre ad avere periodi differenti di raccolta, si distinguono anche per forma e peso:

  • le cipolle bianche di Margherita più precoci hanno una forma leggermente più schiacciata ai poli ed un peso di circa 100 g cadauna;
  • mentre quelle tardive hanno una forma molto rotondeggiante e arrivano a pesare fino a 200 g ciascuna.

Coltivazioni

La coltivazione della cipolla bianca di Margherita avviene lungo la Costa Adriatica ed in particolare nelle zone dei comuni di Margherita di Savoia (ragion per cui si chiamano proprio in questo modo), Manfredonia e Zapponeta.

È proprio il terreno sabbioso, dalla falda acquifera superficiale e rendere la cipolla bianca di Margherita unica nel suo genere.

Caratteristiche

La cipolla bianca di Margherita designa l’ortaggio allo stato fresco ottenuto dal bulbo della specie Allium cepa L., limitatamente agli ecotipi locali:

  • Marzaiola o Aprilatica (tipologia precoce);
  • Maggiaiola (medio precoce);
  • Giugniese e Lugliatica (di maturazione tardiva).

Gli ecotipi locali scelti per la coltivazione della cipolla bianca di Margherita sono autoriprodotti e selezionati da diverse generazioni di agricoltori della zona.

La semina avviene a partire da fine Agosto fino ai primi di Settembre, successivamente vi è il trapianto delle piantine che deve essere effettuato nel periodo compreso tra Novembre e Febbraio.

In questa fase è molto importante "l’irrigazione", che deve essere commisurata all’andamento stagionale delle piogge.

La raccolta della cipolla bianca di Margherita viene effettuata manualmente, ha inizio in periodi diversi a seconda della tipologia, ovvero:

  • la cipolla Marzaiola o cipolla Aprilatica è la più precoce e viene raccolta a partire da metà Marzo;
  • la cipolla Maggiaiola a Maggio;
  • la cipolla Giugniese e Lugliatica vengono raccolte fra Giugno e metà Luglio.

Durante la raccolta vengono selezionati anche i bulbi da utilizzare per i nuovi impianti.

Il "confezionamento" è consentito solo se effettuato subito dopo la raccolta, mentre è vietato "riconfezionare" il prodotto al di fuori della zona di produzione.

La cipolla bianca di Margherita è caratterizzata da:

  • bulbi bianchi;
  • dal sapore dolce e succulento;
  • consistenza tenera e croccante;
  • elevato contenuto in zuccheri.

Le tipologie locali di cipolle, si differenziano così:

  • la Marzaiola o Aprilatica presentano una forma schiacciata ai poli;
  • la Maggiaiola ha forma meno schiacciata;
  • la Giugniese e la Lugliatica si presentano decisamente rotondeggianti.

Produzione

La zona di produzione della cipolla bianca di Margherita interessa:

  • la fascia costiera adriatica nel territorio del comune di Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani;
  • i comuni Zapponeta e Manfredonia, in provincia di Foggia, nella regione Puglia.

Degustazione

La cipolla bianca di Margherita può essere consumata sia cotta, che cruda, ma è da cruda che si può apprezzare meglio il sapore.

L'ideale, sarebbe servirla come:

  • condimento all'interno di insalate a base di verdure o legumi.

Per la sua caratteristica dolcezza, è particolarmente indicata come:

  • contorno di piatti sia a base di carne che di pesce, perché ne esalta il sapore senza coprirlo.

La cipolla bianca di Margherita viene cucinata:

  • in umido e sulla griglia;
  • in padella o al forno.

La cipolla bianca di Margherita è molto usata anche:

  • in insalata;
  • con patate lessate oppure cetrioli e carote;
  • condita semplicemente con olio extra vergine di oliva.

Ideale per zuppe e minestre!

Conservazione

È consigliabile conservare la cipolla bianca di Margherita in luogo fresco e asciutto per preservare al meglio la consistenza tenera e croccante del bulbo.

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Regione: Puglia
Tipologia di prodotto: Bevande analcoliche, distillati e liquori

Descrizione

Un'infusione di gusto ed aromi freschi e conosciuti, ecco cosa rappresenta nell'immaginario collettivo il "Limoncello", rimandando subito a distese immense e soleggiate di alberi, a due passi dal mare.

Certificazioni

Liquore tipico del Mediterraneo, in Puglia viene prodotto principalmente nella Zona Garganica, con i limoni di varietà "Femminello", dalla scorza tenera e carica di olio essenziale, che ben si presta a questo tipo di preparazioni.

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha inserito il limone Femminello del Gargano nell'Elenco dei Prodotti DOP (Di Origine Protette),IGP (Indicazioni Geografiche Protette), e STG (Specialità Tradizionali Garantite), della regione Puglia.

Storicità

Sulla nascita del Limoncello vi sono tantissime leggende, ma con estrema certezza possiamo affermare che il Limoncello è arrivato sulle nostre tavole già durante i primi anni del Novecento e per la precisione nella Costiera Amalfitana, dove gli alberi di limoni sono davvero molto comuni.

In Italia esistono tantissime varianti del Limoncello:

  • da quello ligure a quello calabrese, dove però è possibile notare un colore più chiaro e un sapore meno dolce.

In alcuni casi, poi, il Limoncello può essere addirittura speziato con l’aggiunta di "paprika"!

Il Limoncello pugliese, è quello che si preparara con i limoni di Femminello, di Rodi Garganico, lugo dove i limoni sono utilizzati pure per la realizzazione di questa bevanda alcolica.

Liquore tipico del Mediterraneo, in Puglia viene prodotto principalmente nella Zona Garganica, con i Limoni di varietà "Femminello", dalla scorza tenera e carica di olio essenziale, che ben si presta a questo tipo di preparazioni.

Ingredienti

Per la preparazione del Limoncello sono necessari i seguenti ingredienti:

  • 6 limoni verdi Femminello;
  • 600 g di zucchero;
  • 1 l di alcool;
  • 1 l di acqua.

Preparazione

Il Limoncello viene preparato:

  • tenendo in infusione la parte gialla della scorza dei limoni nell'alcool alimentare per circa 20 giorni, per poi aggiungere lo sciroppo, ottenuto solo con acqua e zucchero.

Quindi:

  • sbucciate i limoni e ricavatene la buccia, evitando la parte bianca che darebbe un sapore amarognolo alla preparazione;
  • procuratevi un recipiente di vetro a chiusura ermetica in cui verserete l’alcool e le scorze di limone;
  • chiudete  e lasciate a macerare per 20 giorni in un luogo buio avendo cura di agitare il contenitore più volte al giorno.

In una casseruola, versate:

Successivamente, il liquido ottenuto viene filtrato e imbottigliato!

Degustazione

Le sfumature organolettiche derivanti dall'infusione delle scorze di limoni nell'alcool, si sviluppano in maniera netta solo col passare del tempo.

Per questo motivo, sarebbe consigliabile aspettare almeno un mese per la sua degustazione del Limoncello.

Curiosità

Nato come "digestivo" per il fine pasto agli inizi del '900, questo liquore dal sapore unico e inconfondibile, è diventato ormai un "must" nelle case degli italiani.

Grazie al suo piacevole aroma, da parte degli stranieri è sempre più frequente la richiesta di Limoncello al termine di un succulento pasto pugliese!

Nel "calcolo della gradazione alcolica" di un Limoncello fatto in casa è necessario tenere a mente:

  • la perdita di alcool per mezzo dell'assorbimento delle bucce esauste.

Il sistema di "estrazione per infusione" implica la penetrazione del liquido all'interno delle fibre cedendo alcuni composti, ne trattengono altri.

In media, con un'infusione di 7 giorni, si perde fino al 15% dell'alcool usato in origine!

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