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Descrizione

Dalla lavorazione delle pere di una piccola località nel sud della Sicilia, nasce la gustosissima marmellata di pere spinelli.

Origini

Nella "vecchia cucina contadina" il cibo non andava mai sprecato e le brave massaie sapevano come lavorare e quindi conservare ogni tipo di prodotto.

Quando la frutta era abbondante si preparavano succhi, confetture e marmellate deliziose, tra cui la marmellata di pere spinelli.

Ingredienti

Gli ingredienti per la preparazione di questa marmellata sono semplicissimi, ovvero:

Preparazione

Per preparare la marmellata di pere Spinelli bisogna:

  • cuocere le pere;
  • togliere poi la buccia e la parte centrale contenente il torsolo;
  • si taglia la polpa a pezzi e si fa macerare su fuoco lento insieme ad una giusta quantità di acqua e di zucchero;
  • il composto si versa in vasetti di vetro che verranno poi chiusi, sterilizzati con una semplice bollitura e conservati per tutto l'anno.

Tradizioni

Secondo le antiche credenze popolari radicate da secoli nei piccoli paesi della Sicilia, la marmellata di pira spinieddi è particolarmente adatta alla dieta dei bambini e degli anziani perché considerata un alimento energetico e un ottimo ricostituente.

Regione: Sicilia
Tipologia Prodotto: Frutta

Descrizione

Le "pere spinelli" sono frutti piriformi, dal colore giallo-rossastro, con punteggiatura abbondante e peduncolo lungo e legnoso.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le pere spinelli nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Presentazione

Le pere spinelli si presentano con:

  • una polpa bianca e dolce;
  • zuccherina;
  • molto compatta;
  • pietrosa e poco succosa.

Coltivazioni

La coltivazione è particolarmente diffusa sul territorio etneo e comprende due sottovarietà:

  • lo Spinello Doppio;
  • lo Spinello (più piccolo e caratterizzato da un sapore dolce e delicato).

Proprietà organolettiche

Ricche di proprietà organolettiche, le pere spinelli contengono:

  • tannini e fibre naturali.

Queste pere sono utili per:

  • una corretta alimentazione;
  • una regolare attività intestinale;
  • indispensabili per controllare il livello di colesterolo e di zuccheri nel sangue.

Il "potassio" concorre a mantenere in salute il cuore e i vasi sanguigni, e favorisce la contrazione muscolare, per cui risulta essere un alleato di tutti coloro che praticano attività sportiva sia al livello amatoriale che agonistico.

Le pere Spinelli contengono "vitamina C", la quale stimola:

  • il metabolismo;
  • rinforza le difese immunitarie;
  • combatte attivamente l'azione dei radicali liberi (i responsabili dell' invecchiamento cellulare nonché cutaneo).

Il "fruttosio" non influisce sull'indice glicemico, per cui i diabetici possono consumarle tranquillamente, ma senza eccedere nelle quantità.

Cottura

Le pere spinelli si prestano perfettamente alla cottura, per cui puoi consumarle bollite in acqua o, in alternativa, nel mosto.

Puoi anche realizzare straordinarie marmellate di produzione casalinga oppure golosi canditi dal caratteristico colore rosso brillante.

Vengono impiegate per preparazioni tipiche regionali come:

  • lo stocco alla messinese e il coniglio all'agrodolce.

Descrizione

Il "limone verdello" è una varietà di agrume tipico della regione Sicilia, presente prevalentemente nel territorio di Siracusa e nel catanese.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il limone verdello nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

La pianta di limone verdello è:

  • piccola;
  • i rami sono alquanto irregolari;
  • le foglie sono lunghe;
  • i fiori bianchi striati di rosso che spuntano ai lati delle foglie.

Un particolare metodo di coltivazione consente una "fioritura tardiva" della pianta, il limone verdello infatti, si raccoglie tra Maggio e Settembre e per questo è definito il "limone d' estate".

Il limone verdello ha:

  • la buccia verde;
  • la polpa gialla e succosa;
  • è di media pezzatura e pesa circa 100 gr.

Grazie al sapore aspro del succo, il limone verdello è molto utilizzato in cucina, ma è anche ingrediente principale di:

  • bevande fresche e dissetanti.

Lavorazione

La buccia, sottile e profumata, viene tagliata a fettine sottili e viene usata per "aromatizzare" i piatti, rendendoli veramente speciali.

Con la scorza del limone verdello si prepara:

  • un ottimo "limoncello", il liquore della tradizione siciliana.

Il limone verdello servito a fine pasto, favorisce la digestione!

Molto gustose sono anche le "scorze di verdello candite":

  • tagliate a pezzetti possono arricchire gli impasti di ciambelle e il ripieno dei tipici cannoli siciliani.

Proprietà benefiche

A rendere prezioso il limone verdello è:

  • l'alta percentuale di vitamina C, dalle note proprietà antiossidanti.

Il succo dell'agrume è considerato un "ottimo alleato" per combattere:

  • i malanni di stagione ed è utile anche per migliorare il sistema immunitario.

Curiosità

Dalla buccia del limone verdello si estrae anche:

  • un olio essenziale impiegato in profumeria e nella cosmesi naturale.
Regione: Sicilia
Tipologia:  Formaggi

Descrizione

"L'ericino" è un prodotto caratteristico della regione Sicilia, in particolar modo della zona di Erice e dintorni.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'ericino nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Storia

La nascita di tale derivato del latte risale a diverso tempo fa, tanto è vero che la sua preparazione non richiede molto tempo o ingredienti, e si inserisce tra gli alimenti caseari più adoperati nelle cucine sicule, perché è uno tra i formaggi più particolari della sua tradizione.

Ingredienti

L’ericino è preparato combinando in modo capace:

  • il latte di Cinisara (mucca autoctona della regione), e il latte di pecora del Belice;

con proporzioni variabili a seconda della scelta personale del casaro, portandolo infine il prodotto al processo di stagionatura.

Presentazione

Tale formaggio si mostra sul mercato con:

  • la tipica forma cilindrica con due facce piane;
  • può essere di varie dimensioni, dai 15 ai 30 centimetri di diametro;
  • con la crosta esterna di colore giallo paglierino o marrone scuro a seconda del tempo di stagionatura;
  • la pasta interna è elastica, irregolare e di colore chiaro con striature paglierine.

Degustazione

Il suo sapore caratteristico è reso tale dalla presenza persistente del "latte di pecora" unita a quella delicata del "latte vaccino", tanto è vero che in questo formaggio risiedono i profumi e le saporosità tipiche della regione.

Se desideri proporre ai tuoi convitati un formaggio particolare che risalti per la sua singolarità, l'ericino è proprio quello che fa per te!

Il perfetto connubio di consistenza e sapore lo rende ideale da servire come:

  • antipasto o come pre-conclusione alle fasi finali del pasto, per aggiungere un tono speciale alla tua tavola.
Regione: Sicilia
Tipologia Prodotto: Frutta

Descrizione

"L’arancia biondo di Scillato" è un agrume coltivato nella regione siciliana, più precisamente nella zona di Scillato, da cui ne deriva il nome.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito l'arancia biondo di Scillato nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Presentazione

Le caratteristiche che rendono particolare questa varietà sono;:

  • il "colore biondo";
  • la forma leggermente ovale, non totalmente sferica, e ombelicata.

Le arance bionde di Scillato sono soprannominate "brasiliane" perché originarie dell' America Latina, introdotte negli anni ’30 in Sicilia.

Il frutto si è adattato perfettamente al clima collinare della zona di Scillato, grazie alle temperature favorevoli.

Produzione

La produzione si effettua in periodi diversi dalle altre arance, ovvero:

  • ad Aprile;

il ritardo della raccolta rende il frutto vantaggioso per il commercio.

Certificazioni

La produzione è solo un'esclusiva della regione Sicilia, e per questo motivo rientra nell'elenco dei prodotti riconosciuti dal MIPAAF con la dicitura di "prodotti agroalimentari tradizionali" o PAT.

Tipologie

La coltura vanta diverse tipologie di prodotto:

  • Washington;
  • Navel;
  • Nareline e Navelate.

Ognuna di queste classificazioni si differenzia dall'altra per gusto, profumo e consistenza, dando vita ad un frutto con la presenza di:

  • semi;
  • buccia sottile di colore arancio pallido;
  • polpa chiara.

In cucina

L'arancia biondo di Scillato ti sarà sicuramente nota per il suo il suo impiego in:

 preparazioni alimentari tipiche siciliane, sia dolci che salate.

Alcuni esempi di queste preparazioni sono:

  • i cannoli guarniti con la scorza;
  • l’insalata di aringhe e arance;
  • un antipasto agrodolce.

Puoi inoltre utilizzare il "succo" per aromatizzare le carni o le famose "Sarde a Beccafico", nonché i liquori tradizionali tra cui il "Rosolio" dal sapore antico e originale.

Nel mese di Aprile ogni anno si organizza la "Sagra dedicata all'arancia di Scillato"

Regione: Sicilia
Tipologia:  Formaggi

Descrizione

Il "piddiato" è un formaggio e prodotto siciliano.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il piddiato nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Ingredienti

Il piddiato è composto da:

  • latte di pecora della Valle del Belice e pasta filata.

Produzione

Viene prodotto nella provincia di Trapani, più precisamente nei comuni di:

  • Catalafimi;
  • Petrosino;
  • Marsala;
  • Partanna;
  • Salemi;
  • Santa Ninfa;
  • Vita;
  • Castelvetrano;
  • San Vito Lo Capo.

Storia

Questo formaggio nasce come "recupero dei pecorini andati a male" che venivano rilavorati e successivamente rimessi in commercio.

Il nome piddiato deriva infatti proprio dal termine "impastato" e descrive appunto la produzione di questo particolare formaggio.

Oggigiorno si utilizza una tecnica simile a quella antica creando una specie di:

  • focaccia di pasta filata molto aromatizzata.

È un formaggio che tipicamente si "consuma fresco", ma può anche essere stagionato fino ad un anno.

Presentazione

All'aspetto si presenta:

  • senza crosta;
  • con un superficie esterna bianca e morbida, come la pasta, anch'essa morbida, elastica e di colore bianco.

Poiché non presenta quasi mai stagionatura, ha:

  • un sapore delicato e quindi predilige vini bianchi di bassa gradazione alcolica.

La forma è:

  • cilindrica, molto ribassata con facce convesse.

Lavorazione

La lavorazione consiste nell'addizionare:

  • il latte di pecora con il caglio in pasta di agnello.

La cagliata viene successivamente "rotta" e viene posta sui tavolieri a "spurgare".

Il giorno seguente la pasta viene filata tramite lo scotta bollente, e dopo viene posta nelle fuscelle per dargli la forma.

La salatura avviene in salamoia.

Regione: Sicilia
Tipologia di prodotto: Formaggi

Descrizione

La "provola delle Madonie" è un formaggio e prodotto tipico siciliano.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la provola delle Madonie nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Presentazione

Il nome di questo formaggio deriva dalla zona in cui è prodotto, cioè la "Catena Montuosa delle Madonie", in provincia di Palermo.

La provola delle Madonie è un formaggio grasso, dalla pasta semidura e filata.

All'aspetto si presenta:

  • con una crosta sottile, ma abbastanza dura;
  • di colore giallo paglierino o tendente al marrone se è stata affumicata;
  • l'interno invece è morbido ed elastico di colore paglierino chiaro;
  • l'occhiatura si presenta irregolare e di dimensioni piccolo medie.

Il sapore è delicato o affumicato a seconda della lavorazione e si presta bene come:

  • formaggio da tavola o come condimento in molti piatti della tradizione siciliana.

La forma è molto conosciuta ed è la tipica "a sfera" o "a pera con testina".

Ingredienti

La lavorazione inizia con:

  • il latte bovino;
  • il caglio in pasta di agnello.

La cagliata viene successivamente rotta a dimensioni di una nocciola e viene riscaldata con il siero bollente.

Una volta formata la pasta, questa acidifica per 12 ore e successivamente viene filata sotto acqua calda ad ottantacinque gradi.

La forma caratteristica viene data "a mano" mentre la "salatura" avviene in "salamoia".

Slow Food

La provola delle Madonie è stata inserita in un presidio "Slow Food" in modo da valorizzare questo straordinario prodotto oltre che tutta la produzione del parco naturale delle Madonie.

Questo formaggio ha una storia antica e tradizionalmente nel territorio locale viene chiamato solamente "caciocavallo".

Regione: Sicilia

Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Certificazione Prodotto: PAT

Descrizione

Quando si nomina il "fico d'India", ci si immagina frutti colorati, che svettano sulle estremità di un cactus in mezzo a distese desertiche o aride.

Certificazioni

Sembra incredibile che sia un prodotto particolarmente apprezzato nel sud della nostra penisola, senza bisogno di trovarlo in terre lontane come il Sud America e l'Africa.

In Sicilia è un prodotto molto apprezzato ed utilizzato nella tradizione gastronomica locale, tanto che il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali l'ha inserito nella lista PAT dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Origini

Si pensa che sia stato "importato" su suolo siciliano dagli Arabi, durante i loro numerosi viaggi e che sia stato poi utilizzato come pianta ornamentale in alcuni giardini locali.

Il fico d'India siciliano, detto localmente "ficudinia", cresce in particolare nella:

  • valle del Torto, che prende il nome dall'omonimo fiume.

Essendo una pianta che si sviluppa in un clima prettamente sub-tropicale, fa dell'ambiente siciliano il proprio "habitat ideale", fornendo ogni anno moltissimi frutti di vario colore, bianchi, gialli e rossi.

In cucina

In Sicilia, la tradizione gastronomica si è adattata all'abbondanza di questi frutti spontanei, accogliendoli in numerose ricette dolci e salate, nonostante per molto tempo sono stati ritenuti non commestibili a causa delle loro spine.

Con i "fiori essiccati" si possono fare tisane.

Le "bucce" del frutto in certe zone della Sicilia vengono cucinate come se fossero "bistecche panate", mentre il frutto è impiegato per:

  • frittelle;
  • granite;
  • mostarde;
  • succhi e dolci di vario tipo.

Descrizione

La "mela cotogna" è una varietà di mela che normalmente si preferisce mangiare cotta e non cruda.

Caratteristiche

Di solito la mela cotogna cruda ha un gusto abbastanza aspro, che ricorda quello delle mele acerbe, e una consistenza dura, mentre da cotta riaffiora tutta la sua dolcezza e assume un gusto davvero piacevole.

Proprio per questo in Sicilia è usanza adoperarle in diverse preparazioni dolci come crostate, torte e liquori.

La mela cotogna è, però, perfetta per preparare la "marmellata".

Ingredienti

La marmellata di mela cotogna non richiede passaggi complessi per la preparazione, solo volontà e passione.

Gli ingredienti sono solo:

Di norma, le mele cotogne e lo zucchero sono dosati in una proporzione di 2 a 1 per cui:

  • per 2 kg di mele sarà necessario 1 kg di zucchero.

Preparazione

Il primo passo per preparare la "marmellata" sta nel lavare bene le mele cotogne in quanto saranno utilizzate con la buccia, principale fonte delle proprietà nutritive del frutto.

La preparazione continua facendo bollire le mele cotogne tagliate a pezzi in acqua e limone, lasciandole cuocere per una ventina di minuti.

Schiaccia le mele cotogne cotte per ottenere una purea e rimettile in pentola insieme allo zucchero e al succo di mezzo limone.

Mescola ripetutamente durante la cottura e spegni il fuoco quando la marmellata avrà ottenuto la consistenza giusta.

Una volta pronta, puoi riempire i vasetti precedentemente sterilizzati e conservare la marmellata da usare a colazione, a merenda o come guarnizione per dolci.

Regione:Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

La particolarità dei prodotti tipici regionali e il loro pregio possono nascere da molti fattori.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la fragolina di Ribera nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Caratteristiche

Ciò che li caratterizza può essere:

  • il sapore unico;
  • l'utilizzo di ingredienti genuini;
  • la coltivazione biologica di alcuni prodotti della terra;
  • la lavorazione a mano di alcuni preparati.

Presentazione

Oppure, come nel caso della "fragolina di Ribera", possono dipendere dalla difficile coltivazione e dalla rarità.

La fragolina di Ribera una particolare specie di fragola che si può infatti trovare solamente in Sicilia e dalla regione non esce mai.

Può trovarsi al massimo a Palermo, ma tende a mantenere una forte connotazione locale.

Viene coltivata in molte zone, la più nota è quella di "Ribera", ma la si trova anche a Sciacca, non molto lontano.

Ha inoltre la caratteristica di nascere e crescere spontaneamente nelle aree boschive della regione.

Coltivazioni

Può essere considerato una sorta di capriccio della natura, poiché la fragolina di Ribera richiede condizioni meteorologiche particolari:

  • non eccessivo calore;
  • non troppa acqua.

Soffre molto il freddo e l'azione dello scirocco, per questo a volte la sua coltivazione è limitata e molto difficile.

La coltivazione della fragolina di Ribera va da un paio di mesi ad al massimo un anno, portando a uno scarso raccolto.

Slow Food

Per questa sua:

  • rarità;
  • unicità;
  • per il gusto fresco;
  • aromatico e vagamente aspro;

La fragolina di Ribera è un prodotto particolarmente apprezzato, "emblema" di una terra generosa (ma che va protetta con costanza), e tanto gustoso da aver ottenuto il presidio Slow Food, che esalta i piccoli produttori e le tradizioni gastronomiche agricole.

Regione:Sicilia
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

La "fragolina di Sciacca" è un frutto di bosco che cresce spontaneo in questa zona della Sicilia, in provincia di Agrigento.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la fragolina di Sciacca nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Storia

La storia di questo frutto è originale e relativamente recente per quanto riguarda la diffusione in Sicilia.

Infatti la fragolina di Sciacca non è un frutto nativo di queste zone.

E' arrivata in Sicilia nel periodo immediatamente successivo alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando i soldati siciliani di ritorno dalla guerra ne importarono i semi probabilmente dai boschi del Friuli e del Trentino.

Nonostante la diversità di clima e terreno, le fragoline attecchirono bene in terra siciliana e si diffusero in maniera rapida.

Anche se crescono spontaneamente, sono ormai numerose le coltivazioni incentrate sulla fragolina di Sciacca.

Coltivazioni

La coltivazione della fragolina di Sciacca è molto complessa per via della sua delicatezza.

A questo proposito infatti, al fine di proteggerle dagli agenti atmosferici, le fragoline di Sciacca vengono fatte crescere ai piedi di alberi più grandi, come limoni e aranci.

La raccolta della fragolina di Sciacca avviene da:

  • metà Aprile fino agli inizi di Giugno.

Presentazione

Il colore della fragolina di Sciacca è:

  • di un rosso vivo;
  • le dimensioni sono molto piccole;
  • il suo aroma è comunque forte e intenso.

La delicatezza della fragolina di Sciacca comporta che:

  • una volta tagliate, le fragoline mantengano la loro freschezza per non più di due o tre giorni.

Utilizzo

La fragolina di Sciacca è largamente utilizzata in cucina per la preparazione di:

  • gelati;
  •  sciroppi e gelatine.

Inoltre le foglie e le radici della fragolina di Sciacca vengono usate anche per:

  • produrre tisane dagli effetti depuranti e antidiuretici.
Regione:Sicilia
Tipologia di prodotto: Formaggio 

Descrizione

Se ci informiamo sui prodotti tipici delle diverse regioni italiane, possiamo imbatterci nel cosiddetto "canestrato siciliano".

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il canestrato nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sicilia (PAT).

Composizione

In realtà questo nome non indica nulla di specifico o particolare, ma riguarda solamente il metodo di lavorazione di un formaggio, la cui pasta viene messa in un canestro di giunco.

Lo possiamo trovare in Puglia, per esempio.

Troviamo un tipo di canestrato anche in Sicilia, la cui particolarità risiede sia nella "preparazione" che nella composizione.

Ingredienti

Il canestrato è un formaggio composto di:

  • latte sia vaccino che pecorino (in alternativa caprino).

Assume dunque un sapore particolare, più o meno piccante a seconda della stagionatura.

Il canestro di giunco lascia dei caratteristici solchi nella crosta.

Storia

Le prime menzioni di questo prodotto genuino risalgono al 1400, e si attribuisce la particolare mistura di latte di mucca e di pecora alla necessità di utilizzare il latte delle pecore che risultava in eccesso, durante i periodi estivi in cui seguivano le mucche al pascolo.

Secondo alcune preparazioni, alla pasta del canestrato siciliano si aggiunge:

  • pepe nero oppure peperoncino, per esaltarne il sapore e alimentare il tono piccante del prodotto.

Certificazioni

Il canestrato siciliano è stato inserito nella lista PAT dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Presentazione

A seconda della "stagionatura", il canestrato siciliano assume altri nomi.

Viene infatti definito:

  • "primosale";

se il formaggio viene sottoposto ad una breve stagionatura.

La sua consistenza è morbida e il sapore è più dolce.

Il secondosale invece riceve una stagionatura dai due a i quattro mesi, mentre lo stagionato va oltre i quattro mesi, assumendo un sapore più deciso e una consistenza più solida.

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