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Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria 

Descrizione

Le "cozzulas de regottu" sono focacce sarde farcite di ricotta.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le cozzulas de regottu nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Ingredienti

La preparazione delle cozzulas de regottu prevede ingredienti modesti e semplici come:

  • la farina di tipo 00;
  • la ricotta;
  • il lievito;
  • il sale.

Nonostante la semplicità, si parla di una ricetta molto nutriente, ma con pochi grassi, essendo la ricotta un "formaggio magro".

La particolarità di questo prodotto di panetteria è che l'impasto di focaccia rappresenta poco più della metà del prodotto.

La ricotta deve essere inserita in modo molto abbondante per ottenere un prodotto gustosissimo ed in linea con le tradizioni del territorio sardo.

Preparazione

Non è difficile le cozzulas de regottu a casa!

Anzitutto devi procurarti :

  • 350 gr di farina;
  • 300 gr di ricotta;
  • 150 gr di acqua;
  • 7 gr di lievito;
  • 7 grammi di sale.

In realtà la quantità di ricotta è arbitraria:

  • puoi decidere di utilizzarla in quantità desiderata in base al proprio gusto personale (ma in proporzione non deve essere più dell' impasto stesso).

Se si impasta per un tempo sufficientemente lungo la ricotta si uniforma creando dei panini simili a quelli al latte.

Invece se si sceglie di impastare per poco tempo, la ricotta rimarrà presente sotto forma di grumi e il prodotto avrà un gusto più deciso.

Suggerimento

Un accorgimento da utilizzare è quello di "inglobare" la ricotta all'interno dell'impasto solo dopo la lievitazione e scolandola bene dal siero acquoso utilizzato durante la conservazione.

Cottura

Il prodotto finito, ottenuto dopo una cottura in forno a 200 gradi per mezz'ora abbondante.

Le cozzulas de regottu si presentano con una crosticina croccante all'esterno ed una mollica dal sapore inconfondibile.

Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

I "papassinos", conosciuti anche come "pabassinos", sono dei tipici dolci della tradizione culinaria sarda.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i papassinos nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Tradizioni

Questi dolci hanno una tradizione molto particolare, visto che venivano preparati durante la Festa di Ognissanti.

Una tradizione molto particolare, visto che questa ricetta veniva prodotta prima della diffusione della ricorrenza di Halloween.

Un modo per poter onorare una ricorrenza cattolica e offrire dei dolci tipici ai più piccoli.

Il nome dei papassinos deriva "dall'uva sultanina", utilizzata insieme ad altra frutta all'interno del biscotto.

Caratteristiche

Ci sono diverse preparazioni dei papassinos che variano in base alla zona della Sardegna:

  • infatti le varianti vanno all'utilizzo del vincotto fino ad arrivare all'anice.

Ogni famiglia o ogni paese, decide di preparare i propri papassinos con la variante più apprezzata.

I papassinos secchi possono essere preparati anche senza uova, un modo per poter ripercorrere i tempi andati, visto che questo bene di prima necessità non era sempre presente sulle tavole delle famiglie sarde.

Un altro segno particolare dei papassinos è sicuramente la "glassa", che dà un tocco di originalità a questi dolci.

Come abbiamo già detto, ci sono diverse varianti dei papassinos, ma solitamente la glassa viene preparata con gli albumi e lo zucchero a velo, una volta cotta, la glassa darà un tocco davvero unico.

Molti inseriscono anche delle palline colorate, che permettono così di avere un prodotto bello da vedere e allo stesso tempo gustoso.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dell'impasto di circa 20 papassinos sono:

  • 250 g di farina 00;
  • 70 g di noci;
  • 50 g di mandorle pelate;
  • 100 g di uva sultanina;
  • 100 g di zucchero semolato;
  • 120 g di burro;
  • 1 uovo intero;
  • 1 tuorlo;
  • scorza di mezzo limone;
  • scorza di mezza arancia;
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio;
  • un pizzico di sale;
  • un pizzico di bicarbonato.

Gli ingredienti per la creazione della glassa dei papassinos sono:

  • 80 g di zucchero a velo;
  • 1 albume;
  • diavolini di zucchero colorati q.b.

Preparazione

Per cominciare con la lavorazione dei papassinos dovete per prima cosa:

  • mettere l'uva sultanina in ammollo in acqua tiepida per circa 10 minuti;
  • tritate mandorle e noci e mettetele da parte in una ciotolina;
  • in un mixer unite il burro freddo fatto a cubetti, la farina, la scorza di limone e di arancia, una punta di bicarbonato, un pizzico di sale ed i semi di finocchio;
  • frullate bene ed aggiungete lo zucchero, un uovo intero ed un tuorlo (l'albume che avanza tenetelo per dopo che servirà!);

Continuate a frullare bene ancora una volta, successivamente versate il composto che si è creato sul piano di lavoro.

Scolate e strizzate l'uva sultanina e unitela insieme alla frutta secca al composto.

A questo punto dovete:

  • iniziare a impastare gli ingredienti con le mani, fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo;
  • avvolgetelo nella pellicola e riponetelo in frigor a riposare per circa 30 minuti;
  • trascorso il tempo, riprendete l'impasto e cominciate a stenderlo con l'aiuto di un mattarello;
  • stendetelo fino al raggiungimento di uno strato alto 1 cm/1 cm e mezzo;
  • munendovi di un semplice coltello ricavate dei "rombi", fino ad esaurimento della pasta;
  • prendete della carta da forno e rivestite la teglia da forno;
  • posizionate i vostri papassinos e mettete in forno statico preriscaldato a 170 gradi per 15/20 minuti;
  • una volta dorati, tirateli fuori e lasciateli raffreddare.

Passiamo quindi alla preparazione della glassa dei papassinos quindi procedete in questo modo:

  • montate a neve l'albume messo da parte;
  • a poco a poco aggiungete lo zucchero a velo e continuate a mascolare per non creare grumi;
  • a vostro piacimento potete aggiungere qualche goccia di limone oppure di liquore all'anice per dare un tocco aromatico;
  • dovrete ottenere un composto che non "coli" facilmente;
  • a questo punto spalmate la glassa in cima ai papassinos e decorateli con i diavolini di zucchero colorati;
  • una volta terminato, lasciateli asciugare per 7/8 ore, in questo modo la glassa si solidificherà.
Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria 

Descrizione

Il "biscotto di Fonni", altrimenti noto come "Savoiardi sardi", rappresenta uno dei prodotti di punta della tradizione dolciaria dell'isola.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il biscotto di Fonni nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Le origini affondano le radici in un passato lontano, risalgono infatti all'epoca dell'instaurazione dello Stato Sabaudo Piemontese e da allora la loro preparazione è divenuta un'arte ed un mestiere.

Infatti, la produzione di questi deliziosi biscotti ha dato vita a numerose aziende che li ripropongono rispettando sempre l'antica ricetta originale.

La loro produzione si concentra nel comune di Fonni, da cui traggono il nome, ovvero un centro barbaricino estremamente caratteristico sito nella storica subregione della Barbagia di Ollolai.

Presentazione

I biscotto di Fonni visivamente sono molto simili al savoiardo piemontese, ma le dimensioni sono maggiori, infatti ogni biscotto pesa circa 13 gr, quindi circa il doppio.

  • La sua forma è allungata;
  • ha uno spessore di 3-4 cm;
  • il colore è giallo paglierino intenso.
  • è molto morbido.

Ingredienti

Il suo gusto rievoca al palato i semplici pochi ingredienti utilizzati per la preparazione:

  • uova fresche biologiche;
  • zucchero;
  • farina;
  • un pizzico di sale.

Preparazione

Se vuoi prepararli devi:

  • mescolare in una terrina 6 tuorli d’uovo;
  • 300 gr di zucchero fino ad ottenere una crema liscia e densa;
  • aggiungi poi gli albumi montati a neve, la farina ed un pizzico di sale.

Cottura

Dai forma ai tuoi biscotti e mettili a cuocere in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti.

Potrai usare questi biscotti come base per un buonissimo tiramisù più consistente e più alto e dal successo assicurato.

Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati  

Descrizione

I "capperi e capperoni di Selargius",  in dialetto tappara e tapparono, sono un prodotto tipico della Sardegna e sono precisamente i fiori in bocciolo della pianta Capparis.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito capperi e capperoni di Selargius nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

L'origine del cappero risale al V sec. a.C e veniva principalmente usato come medicinale o cosmetico.

Solo nella seconda metà del 800 iniziò ad essere consumato come alimento e ad essere coltivato e rivenduto in tutti i mercati della Sardegna.

La pianta

  • La pianta "Capparis", è una pianta perenne;
  • che cresce spontanea tra le rocce calcaree;
  • i suoi fiori in bocciolo, i capperi, vengono raccolti da Maggio a Settembre;
  • vengono consumati soprattutto sotto sale o sott'aceto.

Ingredienti

  • Spaghetti;
  • zucchine;
  • capperi sottosale;
  • pomodori secchi;
  • olio;
  • aglio;
  • sale;
  • pecorino.

Preparazione

Per la preparazione dei capperi e capperoni di Selargius inizia con:

  • tagliare a cubetti le zucchine;
  • in una padella versa l' olio ed aggiungi l'aglio schiacciato, fallo rosolare e toglilo;
  • metti le zucchine e cuocile fino a farle diventare croccanti;
  • lava i capperi per eliminare il sale in eccesso, scolali ed aggiungili nella padella insieme alle zucchine;
  • prendi i pomodori secchi e tagliali a strisce, versali nella padella e prosegui con la cottura per 10 minuti.

In una pentola versa l'acqua, salala ma non troppo, e porta a ebollizione.

Quando l'acqua bolle, butta gli spaghetti e scolali al dente.

Versa la pasta direttamente in padella, fai saltare per far insaporire bene gli ingredienti e cospargila con un po' di pecorino.

Il piatto è pronto!

Regione:Sardegna
Tipologia di prodotto: Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Descrizione

La "pompia" è una varietà di limone diffusa in Sardegna, in particolar modo nelle province dell'Ogliastra e del Nuorese, come ad Orosei, Posada, Torpè e Siniscola.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la pompia nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Elisir

Quest'agrume endemico sardo, il cui nome scientifico è Citrus mostruosa per via della scorza rugosa, ha delle origini misteriose:

  • si parla di un ibrido tra cedro e limone o tra cedro e pompelmo.

Non si hanno dubbi tuttavia sugli straordinari benefici di questo raro frutto, considerato un vero e proprio "elisir".

Tra le sue molteplici virtù infatti si annovera una potente azione "antisettica", in grado di curare infezioni come quelle:

  • delle vie respiratorie;
  • patologie gastrointestinali;
  • nonché infezioni dell’apparato genitale femminile.

Questi effetti sono garantiti dal prezioso "olio essenziale" contenuto nella pompia, dalle proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antimicotiche.

Ingredienti

Oltre alle sue virtù, la pompia è un'ottimo frutto, ideale per marmellate, liquori e dolci, come "sa pompìa intrea".

Per realizzarlo, hai bisogno:

  • della parte bianca esterna dell'agrume, privata della sua polpa interna, che puoi riutilizzare per una marmellata.

Fai lessare le pompie per 10 minuti, scolale e lasciale asciugare.

Poi cuoci le pompie in un tegame con:

  • acqua;
  • 1 kg di zucchero;
  • 700 gr di miele, in modo da essere completamente ricoperte.

Cottura

Cuoci a fiamma bassa per 6 ore, mescolando ogni tanto.

Una volta che avrà assorbito tutto il miele, assumendo il tipico colore "ambrato", la pompia è pronta per essere mangiata, ricoperta con il miele di cottura

Regione:Sardegna
Tipologia di prodotto: Prodotti di origine animale

Descrizione

Lo "yogurt joddu", noto anche con varie altre denominazioni e cioè "gioddu", "miciuratu", "mezzoraddu" e "latte ischidu", è uno dei prodotti della tradizione agro-pastorale sarda più apprezzati, non solo sull'isola ma anche oltre confine.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il gioddu nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Prestigio

Si tratta di latte fermentato di pecora o di capra di razza sarda, ed è stato riconosciuto con grande orgoglio dei pastori sardi come "unica varietà di latte fermentato" prodotto interamente in Italia.

Viene lavorato secondo tecniche artigianali antichissime rimaste inalterate fino ai giorni nostri.

È un prodotto che vanta un'altissima concentrazione di:

  • fermenti lattici vivi;
  • sostanze nutritive facilmente assimilabili.

Proprio per questi motivi, è considerato un alimento genuino e salutare!

Presentazione

Ha una consistenza similare a quella dello yogurt vaccino, ma risulta più denso e cremoso;

  • il suo colore è bianco latte;
  • il sapore è acidulo;
  • odore ed aroma, invece, rievocano tutto il gusto intenso del latte di capra o di pecora.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dello gioddu sono:

  • latte fermentato di pecora;
  • latte fermentato di capra.

Lavorazione

Per quanto concerne il metodo di lavorazione non ci sono sostanziali differenze rispetto allo yogurt tradizionale.

Il latte, infatti, viene prima filtrato e poi portato ad ebollizione, oppure pastorizzato e raffreddato fino a raggiungere la temperatura di 40°C.

Il carattere unico dello gioddu deriva, quindi, dal tipo di latte utilizzato e dalla presenza di fermenti autoctoni, risultato delle condizioni ambientali specifiche dell'isola.

Degustazione

Prova il gioddu al naturale o aggiungi un cucchiaino di miele, oppure prova a realizzare un morbidissimo plumcake, il risultato sarà eccezionale!

Regione:Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

I "bucconettes", dolci tipici dell'antica tradizione sarda, sono bocconcini a base di nocciole tostate e miele, aromatizzati con scorza grattugiata di agrumi.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i bucconettes nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Presentazione

Una loro particolarità è la presentazione, ovvero:

  • questi dolcetti vengono infatti avvolti in fogli di carta velina colorata, in modo da sembrare delle allegre caramelle.

I bucconettes sono diffusi in tutta la Sardegna, ma sono particolarmente famosi quelli di Belvì, in Ogliastra.

Varianti

Esistono diverse varianti di bucconettes, per esempio:

  • a base di mandorle anziché nocciole;
  • arricchite con svariati liquori come vermut, mirto, acqua fior d'arancio o anice.

In ogni caso, la caratteristica dei bucconettes è la loro semplicità!

Ingredienti

Realizzare i bucconettes è davvero facile, poiché la ricetta prevede pochissimi ingredienti.

Hai bisogno solamente di:

  • 1 kg di nocciole;
  • 500 gr di miele;
  • 500 gr di zucchero;
  • 1 scorza grattugiata di arancia;
  • 1 limone.

Preparazione

  • Comincia a tostare le nocciole, dopodiché tritale con un coltello;
  • poi fai sciogliere sul fuoco miele e zucchero con un po' d' acqua;
  • continua a mescolare finché non avrai ottenuto uno sciroppo;
  • a questo punto aggiungi le nocciole e la scorza degli agrumi, mescolando bene;
  • dopo aver amalgamato l’ impasto, toglilo dal fuoco e lascialo intiepidire.

Ora puoi formare le palline e rotolarle nello zucchero.

Una volta asciugate, puoi avvolgere le palline nella carta di alluminio e poi nella carta velina colorata.

Fai attenzione a chiudere le estremità come se fossero delle vere e propie "caramelle".

Degustazione

bucconettes sono perfetti da proporre alle feste dei bambini, ma anche un' originale idea regalo!

Regione: Sardegna
Tipologia di prodotti: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteri

Descrizione

I "culingioneddus de melairanni" anche detti "raviolini dolci" sono tipici della pasticceria sarda e preparati con diversi ripieni.

Varietà

Nello specifico, i "culingioneddus de melairanni" (raviolini dolci ripieni di melacotogna), sono una delle varianti con ripieno a base di "purea di frutta".

I culingioneddus de melairanni sardi più famosi sono quelli classicamente ripieni di "ricotta ovina", fritti e serviti con una copertura di miele.

Altri ravioli sardi degni di nota sono i "Culingionis de mendula", il cui ripieno è a base di mandorle tritate e limone.

Qualunque variante di questi dolci è deliziosa e porta alta la bandiera della pasticceria sarda.

Caratteristiche

I "culungioneddus de melairanni" si distinguono da altri tipi di ravioli dolci non solo per il ripieno, ma anche per la "dimensione".

Come dice il termine stesso "raviolini", si tratta di dolci un po' più piccoli dei classici ravioli quadrati, romboidali o circolari grandi circa una decina di centimetri.

Ingredienti

I raviolini hanno solitamente forma rettangolare.

Gli ingredienti per la preparazione della "sfoglia" di circa 20 culingioneddus de melairanni, sono:

  • 300 gr circa di farina a piacere;
  • 1 uovo;
  • acqua calda;
  • 1 pizzico di sale
  • 30 gr di strutto o burro se preferite.

Una volta preparati tutti gli ingredienti incominciate con:

  • impastare la farina setacciata con l’uovo ed il sale aggiungendo gradatamente l’acqua calda;
  • cercate di mantenere l'impasto abbastanza duro perchè alla fine andrà aggiunto lo strutto che lo renderà morbido;
  • non appena avete finito di impastare ed avrete ottenuto un composto omogeneo, lasciate riposare la pasta per circa 30 minuti.

Trascorsa questa mezz'oretta, la sfoglia esterna dei raviolini andrà stesa fino ad ottenere uno spessore tra i 3 e 4 centimetri.

In questo caso i nostri culingioneddus de melairanni, saranno composti di un "ripieno" a base di "mela cotogna".

Gli ingredienti per il ripieno sono semplicissimi, procuratevi:

Lavorazione

Il ripieno dei culingioneddus de melairanni a base di mele cotogne, lo possiamo creare in questo modo, ovvero:

  • sbucciate le mele e tagliatele in piccoli pezzettini, infine eliminate i torsoli;
  • prendete una casseruola, riponete le mele appena sbucciate e tagliate ed aggiungete 1 bicchiere di acqua con gli 80 gr di zucchero;
  • lasciate cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti.

Lavorazione

  • A questo punto riprendete l'impasto precedentemente lasciato a riposare e stendetelo con un mattarello, dovrà assumere la forma di una sfoglia alta circa 2-3 mm;
  • munitevi di un coltello e ritagliate dei "rettangoli" al fine di ottenere la forma tipica dei culingioneddus de melairanni;
  • prendete il ripieno di mele cotogne ed aiutandovi con un cucchiaino, posate una piccola quantità su ogni rettangolino;
  • una volta eseguita questa operazione, i culingioneddus de melairanni vanno "sigillati", ovvero chiusi bene premendo alle estremità.

Cottura

I culingioneddus de melairanni vanno fritti in olio bollente.

  • Fate quindi riscaldare abbondante olio di semi per friggere in una padella dai bordi sufficientemente alti;
  • quando l'olio sarà bollente immergete i ravioli appena creati, lasciandoli friggere fino a quando non raggiungeranno una colorazione "dorata";
  • raggiunta la doratura esterna, sono pronti e vanno mangiati ancora caldi per non perdere la loro fragranza.

Guarnizione

La guarnizione dei culingioneddus de melairanni col "miele", rende questi raviolini ancora più deliziosi".

  • Prendete una scodellina e versateci del miele;
  • lasciatelo scaldare per qualche minuto fino a raggiungere una consistenza "molto liquida";
  • infine, prendete i vostri raviolini e ricopriteli per dare quel tocco "in più".

Per grandi & piccini

L' effetto finale sarà un' esplosione di dolcezza che conquista il palato di tutti, bambini ed adulti!

Regione: Sardegna
Tipologia di prodotti: Preparazione di pesci, molluschi e crostacei

Descrizione

Sono molti i prodotti italiani ed europei che vantano un'origine particolare, non solo curiosa, ma addirittura bizzarra.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il figatello nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Provenienza

Alcuni storceranno il naso nel conoscerne la reale provenienza, ma non si può certo dire che il figatello non sia una vera e propria leccornia per chi non si sofferma troppo sulla sua natura.

Viene definito anche lattume e consiste nella sacca seminale del tonno o di altri pesci, come la ricciola che in alcuni casi viene essiccata ed in altri lasciata fresca.

Utilizzo

Sia in Sicilia che in Sardegna, se ne possono fare moltissimi usi, e si può consumare:

  • sia essiccato che fresco, dopo una breve bollitura.

Si può usare come condimento per piatti come:

  • paste;
  • risotti;
  • insalate;
  • mangiato essiccato come una sorta di salume morbido;
  • insaporito da condimenti a piacere;
  • cotto al forno;
  • in padella;
  • fritto;
  • impanato o alla griglia.

Ingredienti

L'ingredienti fondamentale del figatello sono:

  • gonadi di tonno.

Presentazione

Proprio per la sua versatilità è un prodotto molto gradito e pregiato un po' come la "bottarga".

Poiché il lattume deriva dal maschio del tonno, si può dire che rappresenti la "controparte femminile della bottarga".

Il figatello si presenta con:

  • un colore bianco rosato ed una consistenza piuttosto tenera.

La pesca

Per ricavarne il "lattume" o "figatello", il tonno dev'essere pescato durante il periodo della riproduzione, quando le sue gonadi sono abbastanza gonfie da essere estratte e trattate per uso gastronomico.

Non è un caso che le due regioni di cui questo prodotto ittico è tipico, siano proprio la Sardegna e la Sicilia, dove il tonno è particolarmente diffuso e principale prodotto pescato.

Regione: Sardegna
Tipologia di prodotti: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

"Is Angules" è un dolce tipico sardo dalla forma tonda e dal color ambra. 

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito is Angules nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Decorazioni

Is angules è sempre accompagnato da vivaci decorazioni di:

  • fiori;
  • foglie;
  • disegni artistici.

Ingredienti

Gli ingredienti che formano l'is Angules dal diametro di circa 20 centimetri sono:

  • il miele;
  • la semola;
  • lo zafferano.

Origini

Il processo di preparazione è molto lungo e complesso e segue tutt'ora l'antica tradizione.

La storia di questo alimento risale addirittura all'epoca bizantina e nasce come simbolo della Religione Pagana.

Il significato recondito rimanda alla terra, ai fiori ed ai frutti che essa offre all' uomo, quasi fosse un gesto di "gratitudine" verso di essa celebrata ad Ortueri con una festa la terza domenica di maggio.

Preparazione

Le fasi per la preparazione dellìis Angules sono "tre" e vengono scandite in tre diversi giorni.

  • La mattina del primo giorno le massaie sarde preparano il lievito anche detto "frammentu" in dialetto sardo;
  • nel frattempo viene impastata la semola con l'acqua e riposta in cesti detti "corbule", coperta con panni bianchi e lasciata riposare per tutta la notte;
  • il giorno successivo si impasta di nuovo con acqua tiepida salata e si prepara la base ("fundu"), in cui adagiare il miele ("pistiddau"), che sarà tenuto all' interno grazie alla composizione di un bordo spesso e robusto.

Il miele viene riposto all'interno di questo cesto dopo essere stato lavorato con:

  • farina;
  • zafferano, e proprio questo viene poi decorato con disegni colorati e artistici.
Regione: Sardegna
Tipologia di prodotti: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

Il "pane 'e covatza" sardo è una tipica focaccia ovale, soffice e gustosa, realizzata con un ripieno di berdas, meglio conosciuti come "ciccioli di maiale".

Caratteristiche

Il pane 'e covatza sardo è un prodotto tipico dell'antica tradizione sarda, una volta cotto sulla pietra ed oggi una specialità da forno a legna.

Si tratta di focaccine a metà tra il dolce ed il salato, fatte con:

Degustazione

Si servono calde e si possono consumare come merenda, oppure come antipasto.

Sono deliziose sia guarnite di confetture dolci che salate, tipo:

  • mostarda;
  • marmellate;
  • confetture per formaggi, sia servite in accompagnamento a taglieri di salumi e caprini tradizionali della Sardegna.

Il pane 'covatza si accompagna, rigorosamente, con un buon vino nero, corposo e speziato.

La ricetta antica del pane 'e covatza

Il pane 'e covatza è una ricetta molto antica, tramandata di madre in figlia attraverso i secoli.

Tutt'oggi, la vera focaccia dolce con i ciccioli sarda si prepara in un solo modo:

  • impastandola a mano, col lievito madre, e cuocendola nel forno a legna.

È possibile, comunque, cuocerla anche in un forno elettrico o a gas, per prepararne una versione casalinga.

Ingredienti

Per preparare il pane 'e covatza serve:

  • 1 kg di farina di semola;
  • 200 gr circa di berdas;
  • ciccioli di suino;
  • 300 gr di zucchero semolato;
  • 150 gr di noci tritate al mixer;
  • un'abbondante manciata di uvetta sultanina nera;
  • la scorza grattugiata di un'arancia;
  • un pizzico di polvere di anice o una goccia di aroma;
  • 100/120 gr di madrighe che, in dialetto sardo, vuol dire lievito madre.

Preparazione

  • Per preparare il pane 'e covatza bisogna iniziare rivitalizzando "sa' madrighe", cioè il lievito madre, in acqua tiepida;
  • dopodiché si versa sul piano di lavoro la farina a fontana;
  • si aggiunge il lievito madre e si impasta a mano, delicatamente, fino ad ottenere un impasto morbido e lievemente appiccicoso;
  • si lascia riposare, coperto da un canovaccio pulito, per un'ora e mezza;
  • al termine del tempo di prima lievitazione, si reimpasta il tutto aggiungendo gli altri ingredienti e si lascia lievitare ancora una mezz'oretta.

Lavorazione

A questo punto si preparano le focaccine:

  • di forma rigorosamente ovale;
  • alte circa 0,5 cm;
  • con un diametro di circa 15 cm.

Cottura

Si infornano nel forno a legna o nel forno normale a 200°, zuccherate abbondantemente in superficie, fino a doratura uniforme.

Regione: Sardegna
Tipologia di prodotti: Prodotti di origine animale

Descrizione

Il "miele di castagno" ha un sapore unico, si presenta infatti come un mix di note sapide, amare e dolci.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il miele di castagno nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Proprietà organolettiche

In particolare, è alla fine della sua degustazione che si avverte un "retrogusto amarognolo", ma è ciò che lo contraddistingue dalle altre varietà di miele sardo più tendenti a un sapore dolciastro.

Questa caratteristica, insieme e al suo aroma profumato di fiori di castagno, lo rende speciale e molto apprezzato dagli estimatori del miele.

Presentazione

  • Il suo colore è generalmente scuro;
  • può variare da marrone scuro a tonalità leggermente più chiare;
  • dai toni rossastri o verdastri.

Ingredienti

L'ingrediente necessario per creare il miele di castagno è:

  • polline nei fiori di castagno.

Raccolta

Viene raccolto verso metà Giugno, cioè quando l’apicoltore posiziona le arnie in un castagneto, in modo tale che le api si nutrano del polline presente nei fiori di castagno.

Verso la fine di Settembre si procede poi con la "smielatura", e quindi alla vendita.

Proprietà salutari

Oltre alle sue preziose caratteristiche visive e organolettiche derivanti dalle specifiche condizioni ambientali e climatiche del territorio sardo, vogliamo evidenziare la sua elevata qualità nutrizionale.

Il miele di castagno è infatti molto ricco di ferro e tannini, per questo è particolarmente utile per trattare:

  • anemie;
  • scarsa circolazione venosa;
  • fragilità capillare.

Ti consigliamo di utilizzarlo:

  • puro per trattare il mal di gola;
  • di scioglierlo in una tisana insieme a zenzero e limone per curare l'influenza.

Inoltre, se assunto tutti i giorni è un ottimo alleato per contrastare o prevenire problemi di:

  • varici;
  • vene varicose;
  • gambe pesanti.

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