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Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

Le "sebadas" sono il dolce più conosciuto della Sardegna, che ormai è riconosciuto in tutto il mondo.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le sebadas nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origine

L'origine del nome sebadas (trasformato nel tempo al plurale in seadas), sono tutt'ora controverse:

  • alcuni lo attribuiscono agli spagnoli, visto che la Sardegna è stata dominata dagli spagnoli fino agli inizi del'700;
  • altri, invece, lo associano al termine latino sebum (grasso animale), che serve nella preparazione del dolce.

Le sebadas, conosciute anche con il nome seadas o sebada, erano un piatto considerato povero, che faceva parte dell'alimentazione dei contadini, i quali le consumavano come secondo piatto o addirittura come piatto unico.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione della sebadas sono:

  • farina di semola;
  • strutto;
  • farina;
  • pecorino fresco;
  • buccia di limone o di arancia;
  • olio extra vergine di oliva;
  • miele.

Lavorazione

Per preparare le seadas occorre:

  • unire la farina di semola allo strutto, ne servono 20 grammi per ogni 100 grammi di farina;
  • impastare la farina con lo strutto è un processo molto lungo e faticoso: l'impasto va piegato, ripiegato e steso più volte fino ad ottenere la giusta consistenza, che deve essere liscia ed elastica;
  • dalla sfoglia si ricavano poi dei cerchi da sovrapporre;
  • dopo aver aggiunto il ripieno di formaggio fuso (pecorino) e buccia grattugiata di limone o arancia, per dare una punta di acidità al dolce;
  • i dischi vengono poi chiusi bene ai lati, facendoli somigliare a dei grossi ravioli e poi fritti in abbandonante olio caldo;
  • una volta pronte le sebadas vengono ricoperte di delizioso miele.

Per chi preferisce una versione più leggera, esistono anche le sebadas all'olio di oliva, che, quindi, non contengono strutto.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Miele

Descrizione

Il "miele di Eucalipto" è il miele maggiormente prodotto in Sardegna ed è anche uno dei più ricercati.

 Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il miele di eucalipto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

La pianta di eucalipto, proveniente dall'Australia, è arrivata sull'isola nei primi anni del 1900 ed è servita a risanare i terreni paludosi.

La fioritura, molto abbondante, avviene con l'arrivo dell'estate ed attrae le api in cerca di nettare.

Caratteristiche

Questo tipo di miele presenta un colore diverso a seconda delle fasi di lavorazione:

  • è di un bel colore ambrato durante la smielatura, ma diventa color avorio con la cristallizzazione.
  • il profumo è inconfondibile e intenso;
  • l'aroma fa venire in mente la "liquirizia";
  • il sapore è dolce, ma non troppo con retrogusto lievemente salato molto gradevole.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione del miele di eucalipto sono:

  • fiori di eucalipto;
  • nettare;
  • melata.

Degustazione

Il miele di eucalipto è particolarmente consumato a colazione, si abbina benissimo con i formaggi mediamente stagionati, ma è ottimo anche con il parmigiano reggiano e con i pecorini sardi freschi.

Proprietà salutari

Sembra che il miele di eucalipto abbia notevoli proprietà terapeutiche, per questo motivo è utilizzato per:

  • preparare tisane;
  • dolcificare il latte in caso di tosse, mal di gola e tutti i sintomi influenzali.

Oltre a rappresentare un vero toccasana per le infiammazioni dell'apparato respiratorio, il miele di eucalipto è apprezzato anche per:

  • l'alta percentuale di antiossidanti, le sostanze che proteggono l'organismo dagli effetti negativi dei radicali liberi.

In pasticceria

Il miele di Eucalipto della Sardegna è impiegato in pasticceria per confezionare un particolare torrone tipico del territorio, croccante e delizioso.

Grazie al lavoro degli apicoltori sardi è possibile reperire un miele artigianale di prima qualità che oggi rappresenta un grande vanto della produzione regionale.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

Il "coccoi a pitzus", noto anche col nome di "su scetti" o "pasta dura", è un tipico pane sardo che, secondo un'antica tradizione, viene preparato in occasioni particolari.

 Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito coccoi a pitzus nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Tradizioni

Si tratta di un prodotto da forno pregiato che arricchisce:

  • la tavole natalizie;
  • pasquali (il coccoi cun s'ou);
  • degli sposi (coccoi de is sposus).

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la lavorazione del coccoi a pitzus sono:

  • semola di grano duro;
  • acqua;
  • sale marino prodotto in Sardegna;
  • fermenti naturali (fermento su fromentu);
  • lievito di birra (a discrezione).

Caratteristiche

Le particolarità di questo pane sono:

  • la forma, tonda e con un foro al centro;
  • le decorazioni, i "pitzus", infatti, sono i pizzi che ornano questo pane.

Essi vengono creati, lungo tutto il suo perimetro inferiore e sulla crosta superiore, con l'ausilio di due arnesi:

  • la "serretta" e uno speciale coltellino che, in dialetto sardo, si chiama "gotteddu de pesai" o "arrasoyedda".

La crosta del coccoi a pitzus si presenta:

  • croccante e con una tonalità dorata;
  • la sua mollica è molto morbida e di colore bianco.

A seconda della ricorrenza per la quale viene preparato, il coccoi a pitzus risulta ulteriormente abbellito con:

  • nastrini di raso oppure con uova sode colorate.

Preparazione

Si inizia con la lavorazione del coccoi a pitzus, quindi si procede seguendo queste indicazioni:

  • l'impasto viene lavorato e allungato a mano;
  • gli si dà la forma circolare e si procede con la creazione delle decorazioni;
  • il tempo di riposo prima della cottura è di circa 65 minuti, e avviene ponendo l'impasto lavorato su dei teli di lino;
  • quindi, il coccoi a pitzus viene cotto al forno per circa 50 minuti, a una temperatura di 220° C.
Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

I "ravioli dolci", detti in dialetto "puligioni", "bruglioni", "pulicioni", "buldzoni", sono un tipo di pasta fresca spesso condita con semplice salsa di pomodoro tipici della zona della Gallura.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i ravioli dolci nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

I ravioli dolci erano in passato molto usati nei periodi primaverili, quando latte e ricotta erano prodotti in abbondanza, e consumati per lo più negli "stazzi" (termine sardo che si riferisce ad antichi luoghi di ritrovo per gruppi di pastori e contadini).

Nel tempo sono nate sagre dedicate a questo tipo di pasta e si è stabilita l'usanza di prepararli in occasione di festività religiose.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati per la preparazione del ripieno dei ravioli dolci sono:

Il ripieno è preparato a base di ricotta:

  • mescola 500 gr di ricotta ovina sarda;
  • 1 cucchiaio di zucchero;
  • 1 uovo;
  • 1 cucchiaio di farina;
  • sale;
  • prezzemolo;
  • buccia di limone grattugiata ed otterrai l'impasto perfetto per i ravioli galluresi.

Invece per quanto riguarda la sfoglia dei ravioli dolci, gli ingredienti sono semplicissimi, ovvero:

Preparazione

Puoi facilmente impastare i ravioli dolci in casa, facendo attenzione a tirare una sfoglia nè troppo morbida nè troppo dura.

La consistenza è fondamentale per il buon esito della ricetta.

Lavorazione

Formato il ripieno dei ravioli dolci, dovrai:

  • tagliare la pasta a quadrotti;
  • posizionare sopra ad ognuno una pallina di ripieno;
  • richiudere ogni raviolo avendo cura di inumidire le dita per favorire la chiusura della pasta.

La cottura avviene in acqua bollente e salata per pochissimi minuti.

Il condimento classico è a base di pomodoro con un'abbondante pioggia di ricotta stagionata o pecorino sardo di qualità.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

Le "formagelle", in dialetto "casadinas" o "pardulas", sono un dolce tipico della Sardegna a base di ricotta o formaggio fresco.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la pardulas nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origine

La pardulas deriva dal nome "casu" che in sardo significa "formaggio", ed è un dolce di tradizione antica preparato già in epoca classica dai greci e dai romani.

La pardulas è un dolce tipico pasquale e viene realizzato con un impasto di farina e acqua chiusa ai lati con quattro pieghe, la sua bontà è caratterizzata dal ripieno di ricotta fresca e scorza di limone.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione della pardulas sono:

  • farina 00;
  • burro;
  • acqua.

Invece, gli ingredienti per il "ripieno" della pardulas sono:

  • ricotta;
  • uova;
  • zucchero;
  • scorza di limone o arancia.

Preparazione

Per la preparazione della pardulas inizia con il realizzare l'impasto, ovvero:

  • metti la farina in una spianatoia, versa al centro il burro fuso e man mano l'acqua;
  • impasta fino ad ottenere un composto compatto e omogeneo e lascia riposare per un'ora;
  • nel frattempo prepara il ripieno unendo la ricotta, lo zucchero, le uova e un po' di farina, amalgama bene e aggiungi la scorza grattugiata del limone (o arancia);
  • prendi la pasta, stendila e con un bicchiere prepara dei dischi;
  • metti in ciascun disco un cucchiaio di ripieno e chiudi i bordi con le dita (pizzico) formando quattro pieghe, procedi così con tutto l'impasto e il ripieno;
  • accendi il forno a 160° e inforna le pardulas per venti minuti circa;
  • le formagelle saranno pronte quando vedrai una bella doratura sia sulla ricotta che sulla pasta;
  • spennella di miele e servi.
Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Preparazione di pesci, molluschi e crostacei

Descrizione

Il "tonno sott'olio" è una prelibata ricetta proveniente dalla regione Sardegna, terra bagnata da un mare cristallino e ricco di pesci, molluschi e crostacei.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il tonno sott'olio nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Caratteristiche

E' importante sapere che il tonno deriva dalla famiglia del "Thunnus South", la quale raggruppa una grande varietà di pesci.

Il tonno è un pesce utilizzato in cucina frequentemente grazie alla sua versatilità.

Del tonno si possono utilizzare molteplici parti come per esempio:

La sua consistenza, il suo sapore e il suo odore permettono di abbinarlo a tantissimi ingredienti, offrendo la possibilità di cucinare, inventare e rivisitare numerosissime ricette tradizionali.

Il tonno sott'olio è una conserva, all'origine veniva preparata in casa, ma oggi è possibile acquistarla anche nei supermercati.

Tuttavia può essere soddisfacente e gustoso preparare il tonno sott'olio in casa alla maniera tradizionale.

La procedura è semplice e gli ingredienti pochi, la cosa più importante è essere provvisti di tonno di buona qualità e olio extra vergine d'oliva.

Ingredienti

Gli ingredienti impegnati nella preparazione del tonno sott'olio sono:

  • tonno (palamita) di circa 2 kg;
  • 2 bicchieri di aceto di vino bianco;
  • 250 g di sale marino;
  • pepe in grani;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 1 cipolla;
  • alloro;
  • salvia;
  • rosmarino;
  • sedano;
  • prezzemolo;
  • olio extravergine di oliva.

Preparazione

Per creare una perfetta conserva di tonno sott'olio dovete:

Step 1:

  • prendere una casseruola (che poi andrà sul fuoco), versare 2 litri di acqua, il sale, l'aceto, la cipolla (divisa in due), l'aglio, il limone tagliato a fette e per ultimo gli aromi legati insieme;
  • mettete la casseruola sul fuoco e lasciate cuocere fino a ebollizione;
  • nel frattempo pulite bene il tonno togliendo la testa, le pinne e tagliatelo in 2/3 fette;
  • prendete queste ultime e immergetele nel liquido della casseruola;
  • mettete il coperchio e quando inizia nuovamente l'ebollizione, fate cuocere a fiamma bassa per circa 2 ore.

Step 2:

  • Munitevi di barattoli sterilizzati e riponete all'interno 3 grossi pezzi di tonno lasciando circa 3 cm di spazio dal bordo. In ogni barattolo mettete qualche grano di pepe ed infine ricoprite il pesce versando l'olio.
  • Lasciate che il tonno assorba l'olio ed aspettate una oretta prima di rabboccate i vasetti in cui l'olio è stato quasi totalmente assorbito.
  • A questo punto, tappate i contenitori, avvolgeteli con degli stracci e riponeteli in una pentola, nella quale sul fondo avete preventivamente inserito una "piccola griglia" o degli "stecchetti di legno".
  • Versate nella pentola tanta acqua da immergerli completamente ed accendete il fuoco.
  • Una volta arrivata ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per 45 minuti. Passati questi minuti, è bene farli raffreddare e solo quando saranno "freddi", tirateli fuori, asciugateli e conservateli in un luogo fresco e privo di luce.
  • Le conserve di tonno sott'olio saranno pronte per essere consumate non prima di 2 mesi.

Accorgimenti:

Bisogna ricordare che il tonno è un pesce molto pregiato e per questo va trattato al meglio, sfruttando tutte le sue componenti.

Infatti, ognuna di esse ha un sapore e una consistenza diversa e particolare, la parte maggiormente consigliata per la procedura sott'olio è la "ventresca".

Chiuse ermeticamente le conserve possono essere consumate anche dopo un anno.

Degustazione

Il tonno sott'olio si può abbinare a molti antipasti, insalate e può essere inserito in molte ricette all'insegna del gusto.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Formaggi

Descrizione

Sei un amante dei formaggi dal gusto particolare ed intenso? Allora non potrai fare a meno di provare il "caglio di capretto".

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il caglio di capretto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Ingredienti

Il caglio si ottiene "dall'abomaso" del capretto, quest'ultimo è considerato il "quarto stomaco dell'animale", ripieno di una pasta solida e acidula che, tramite una particolare reazione chimica di cui sono protagonisti lieviti e batteri, da origine al caglio.

Preparazione

Il caglio di capretto è tipico della Sardegna, noto anche con il nome di caggiu de Cabrittu".

Al fine di ottenere il caglio di capretto dalla forma particolare, il capretto viene allevato secondo una specifica prassi:

  • infatti, il capretto sin dalla nascita deve essere necessariamente alimentato solo ed esclusivamente con latte materno e prima che l'animale venga abbattuto continua a succhiare latte materno;
  • una volta abbattuto, l'abomaso viene svuotato ed il latte viene filtrato e inserito nuovamente nello stomaco dell'animale per far si che si azionino i fermenti lattici;
  • grazie a questo procedimento, si passa dal latte ad una pasta cremosa, la quale viene legata successivamente con lo spago ed in ultimo viene lasciata asciugare in un locale apposito;
  • successivamente si procede all'affumicatura per circa venti giorni, il caglio di capretto, può arrivare ad un peso che va dai 250 ai 700 grammi.

Degustazione

Il caglio di capretto è adatto come antipasto accanto ad altri formaggi e salumi tipici e la particolarità di questo formaggio, sta nel suo gusto inconfondibile.

Dolce e piccante allo stesso tempo, il caglio di capretto saprà certamente conquistarti.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pasta fresca

Descrizione

I "malloreddus" sono il formato di pasta più tipico dell'intera regione Sardegna, e assume diverse denominazioni a seconda dell'area di produzione.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i malloreddus nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

I malloreddus sono infatti chiamati anche "cigiones" nell'area di Sassari, "macarones de punzu" nel Logudoro e "cravaos" nell'area di Nuoro.

La loro origine affonda nella notte dei tempi e si lega alla tradizione contadina dell'isola, dove un tempo si viveva per lo più del lavoro dei campi e dell'allevamento del bestiame.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione dei malloreddus sono:

  • farina di semola;
  • acqua.

Preparazione

Le antiche massaie realizzavano con questi ingredienti una massa che poi veniva ridotta in bastoncini e in tocchetti.

I tocchetti venivano lavorati con l'aiuto di un canestro di paglia detto ciuilri che conferiva loro la tipica forma che li caratterizza ancora oggi.

I malloreddus sono infatti gnocchetti rigati dall'aspetto panciuto.

Probabilmente da questo deriva il loro nome.

In dialetto sardo il "malloru" è il toro e i malloreddus sono i vitellini:

  • i piccoli gnocchetti panciuti ricordavano ai pastori dei vitellini grassi appena nati.

Oggi per ottenere la rigatura esiste unno strumento apposito.

Tradizioni

In Sardegna i malloreddus vengono cucinati nelle occasioni più importanti, durante le feste e i matrimoni.

Vengono conditi in tanti modi diversi, ma la ricetta più tipicamente sarda è quella dei malloreddus alla campidanese, ovvero con sugo di salsiccia e zafferano.

In origine lo zafferano veniva inserito direttamente nell'impasto degli gnocchetti, ora invece si aggiunge al sugo.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Dolci

Descrizione

I "candelaus" o "candelaus prenu", sono una specialità della pasticceria sarda, piccoli dolcetti a base di pasta di mandorle dal profumo di fiori d'arancio, diffusi soprattutto nella zona del Campidano, in provincia di Cagliari.

Cetrificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i candelaus nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini 

Creati in origine per la "Festa della Candelora" e tuttora utilizzati nei buffet dei matrimoni, battesimi e cerimonie religiose, i candelaus fanno parte dei cosiddetti "druccis finis", pasticceria fine, perché richiedono una lunga e complessa preparazione artigianale e sono interamente decorati con ghiaccia reale.

Caratteristiche

Generalmente hanno:

  • la forma di piccoli cestini, ma l'abilità del pasticciere riesce a dare loro anche forma di piccoli animaletti, fiori o scarpette.

Ingredienti

Gli ingredienti necessaro per la preparazione dei candelaus sono:

  • 1 kg di zucchero;
  • 1 bustina di vanillina;
  • 2 limoni non trattati;
  • 1 kg di mandorle sgusciate;
  • 1 bicchiere di essenza di fiori di arancio;
  • 600 ml di acqua.

Preparazione

Se vuoi cimentarti nella preparazione dei candelaus dovrai:

  • per prima cosa realizzare la pasta di mandorle tritando in un macinino 1 kg di mandorle sgusciate (precedentemente tostate);
  • grattuggiate la scorza dei 2 limoni, senza grattuggiare la parte bianca;
  • prendete una casseruola e fate sciogliere lo zucchero con una tazza di acqua, il tutto a fuoco molto basso;
  • portate a ebollizione senza far "caramellare.

Sucessivamente dovete:

  • unire le scorza di limone, la vanillina e l'essenza di fiori di arancio;
  • continuate ad amalgamare il tutto a fiamma bassa e continuate unendo al composto anche le mandorle;
  • passati 2/3 minuti, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

A questo punto si sarà formato un composto che potrete facilmente "modellare" con le mani e creare forme a piacere come dei fiorellini di zucchero oppure con "l'indoru", ovvero una tipica decorazione sarda che consiste in sottili foglioline dorate

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Prodotti da forno

Descrizione

La "focaccia di patate", in dialetto locale "cozzila de fumu terra", è un prodotto tipico della panetteria sarda che, tradizionalmente, viene preparato d'autunno e che nasce nella zona della Barbagia, in particolare nella località di Gavoi, facente parte della provincia di Nuoro.

Preparazione

La ricetta originaria della focaccia di patate prevede l'impiego di un impasto ''povero'' che però viene cotto in modo molto curioso.

Infatti, prima di infornarla, la focaccia viene appoggiata in una foglia di verza, che conferisce al prodotto profumo e forma particolari.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per realizzare la focaccia di patate sono:

  • 250 gr di semola;
  • un cucchiaino di lievito disidratato;
  • acqua;
  • un cucchiaino di sale fino;
  • 250 gr di patate;
  • una foglia di verza.

Lavorazione

Per la lavorazione della focaccia di patate si inizia con:

  • la preparazione delle patate, che vengono lessate e poi schiacciate;
  • a questa purea si aggiungono gli altri ingredienti e si amalgama il tutto, con pochi ma vigorosi gesti;
  • l'impasto va poi coperto con un telo (meglio se di lino), e lasciato riposare, al fine di consentirne la lievitazione;
  • completata anche questa fase, si dà forma alla focaccia, semplicemente schiacciandola col palmo della mano sopra alla foglia di verza precedentemente lavata: lo spessore dev'essere di circa 1 cm;
  • è il momento di infornare la focaccia, assieme alla foglia di verza che verrà staccata dalla base solo a metà cottura.

Degustazione

Sfornata la focaccia di patate, la si lascia raffreddare sopra una grata e la si serve assieme a salumi e formaggi locali.

L'abbinamento ideale è con il pecorino sardo, sia dolce che maturo, e un bicchiere di Vermentino o di Cannonau.

REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Miele
CERTIFICAZIONE PRODOTTO: PAT

Descrizione

Il "miele" l'emblema stesso della dolcezza, ottimo per moltissime preparazioni, ma perfetto anche per essere il protagonista di raffinate degustazioni e accompagnamenti.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il miele di rosmarino nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

Pare che l'attività dell'apicoltura fiorì in Sardegna in epoca medievale, soprattutto presso i monasteri della zona, che allevavano le api al loro interno per sfruttarne i derivati dalle api per produrre candele e il miele a uso farmacologico o gastronomico.

Il miele di rosmarino è un prodotto locale genuino e biologico radicato soprattutto nella zona di Montiferru.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati per la lavorazione del miele di rosmarino sono:

  • fiori di rosmarino;
  • nettare;
  • melata.

Caratteristiche

La particolarità del miele di rosmarino sta:

  • nei metodi con cui viene prodotto.

Le api da cui deriva sono situate in zone dove la vegetazione cresce spontaneamente e la raccolta del miele avviene durante la fioritura della pianta da cui nasce, ossia il rosmarino, attorno ai mesi di Febbraio e Marzo.

Un'altra peculiarità del miele di rosmarino è:

  • l'assenza di contaminazione da parte di pollini di altre piante e di inquinamento di ogni sorta.

A rendere il miele di rosmarino un prodotto piuttosto "pregiato" è il fatto che viene prodotto all'inizio dell'anno, quando le api sono da poco uscite dal letargo.

Quindi la produzione del miele di rosmarino tende ad essere limitata.

Per questo motivo non è tra i tipi di miele più usato, ma è ottimo come accompagnamento di formaggi, soprattutto quelli alle erbe, o con il tè.

Caratteristiche organolettiche

Il miele di rosmarino si presenta:

  • con un colore chevaria dal giallo al bianco;
  • il suo sapore è delicato, con un lievissimo retrogusto di rosmarino ed erbe aromatiche.
REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pasta fresca

Descrizione

Ogni regione ha le sue particolarità, i suoi cibi tradizionali e i suoi sapori tipici ed facile tra le ricette del luogo trovare alcune piccole stranezze.

Cetrificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le crogoristasa nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Degustazione

In Sardegna si possono gustare le creste di gallo e di gallina.

Coloro che storcono il naso al pensiero possono essere facilmente rassicurati dicendo che le creste di gallo, dette in sardo crogoristasa o crogoristas, altro non sono che un tipo di pasta tradizionale sarda.

Le creste di gallo, o crogoristasa, possono essere mangiati con condimenti vari, ma è particolarmente indicata per accogliere sughi al pomodoro o con carne, grazie alla superficie ruvida e irregolare della sfoglia, che riesce a raccogliere le salse.

Origine

L'origine delle creste di gallo va individuata attorno a Masullas, piccolo comune in provincia di Oristano.

Caratteristiche

Visivamente molto graziose e realizzate con ingredienti semplici, tipici e genuini, le crogoristasa sono realizzate rigorosamente a mano secondo tradizione.

Proprio la manualità e l'originalità estetica di questo tipo di pasta sono i punti di forza di questo prodotto sardo, che lo rendono curioso e bizzarro.

Ingredienti

La base delle crogoristasa è fatta di pochissimi elementi, possibilmente biologici:

  • semola di grano duro,
  • acqua;
  • sale.

Il tutto va impastato, steso, tagliato e piegato in modo da far assumere ai pezzetti di sfoglia la forma delle creste di gallo, utilizzando anche una rotellina per dare vita al bordo crestato.

In alcuni casi si aggiunge all'impasto un pizzico di zafferano per donare un tocco giallo più realistico alla sfoglia.

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