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Regione: Calabria
Tipologia prodotto: Pasta fresca

Descrizione

La "pasta col ferretto" è una delle tradizioni più antiche, ma sopratutto povere della regione Calabria.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la pasta col ferretto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Ingredienti

L'impasto di questo tipo di pasta viene fatto solo con:

  • farina di semola di grano duro;
  • acqua.

Uno dei principali ingredienti per ottenere una buona pasta col ferretto è la "pazienza", infatti i tempi di "asciugatura" sono veramente lunghi:

  • tra le 6 e le 8 ore almeno.

Un'altra particolarità è l'utilizzo di questo ferretto che serve come "base" su cui attorcigliare la "pasta" per creare dei fusilli o altri tipi di pasta di questo tipo.

Preparazione

Per preparare la pasta col ferretto è necessario:

  • amalgamare per bene acqua e farina fino ad avere un composto omogeneo;
  • lasciarlo poi riposare per almeno 30 minuti e dopo trascorso questo tempo mettere il composto su un piano da lavoro;
  • successivamente bisogna togliere dall'impasto dei filamenti non troppo spessi di pasta che vanno lavorati sul tavolo da lavoro;
  • attorcigliare attorno a questo ferretto i filamenti ottenuti.

Infine bisogna buttarli in una cospicua quantità di acqua.

Una volta raggiunto il bollore, scolarli al dente per evitare che la pasta fresca si ammolli e infine amalgamare al sugo preparato in precedenza.

La pasta col ferretto rappresenta la tradizione delle persone calabresi, lo spendere tanto tempo nel creare un alimento così semplice e nel quale ci vuole molta attenzione, ha sempre rappresentato un motivo in più per sedersi tutti a tavola e mangiare un buon piatto di pasta fatta in casa.

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Regione: Calabria
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria 

Descrizione

La "pasta "fileja" è un particolare formato di pasta fresca appartenente alla gastronomia calabrese legata maggiormente alla tradizione culinaria del territorio di Vibo Valentia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la pasta fileja nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Tradizioni

Il segreto per preparare una buona fileja è passato attraverso molte generazioni, ancora oggi viene prodotta a mano e sicuramente è richiesta una buona manualità in cucina.

Ingredienti

Gli ingredienti per la preparazione della fileja sono:

Preparazione

Per un buon impasto della fileja bisogna:

  • lavorare gli ingredienti sulla "madia" la tipica base in legno usata da sempre dalle massaie;
  • per ottenere un composto della consistenza giusta ci vuole la forza delle braccia e una lavorazione di circa trenta minuti;
  • con l'impasto si creano dei rotoli lunghi e sottili da dividere in pezzi di circa 10 cm che verranno poi avvolti via via intorno ad un bastoncino di legno, "il dinacu";
  • si rotola il bastoncino sulla madia esercitando una lieve pressione che conferisce alla pasta la tipica forma "a vite" della fileja;
  • non resta che sfilare il dinacu, sistemare ordinatamente la pasta sopra un telo appena infarinato e tenerla un'oretta ad asciugare.

Degustazione

Di solito la pasta "fileja" si gusta condita con un sugo semplice di pomodoro e abbondante formaggio pecorino locale.

Gli amanti dei sapori forti usano aggiungere una nota piccantina alla salsa aggiungendo al sugo in cottura del peperoncino rosso piccante o dei pezzetti di "nduja di Spilinga", un salame dalla pasta morbida molto piccante tipico del territorio a base di carni di maiale.

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Le penne alla Norcina è un piatto della cucina tradizionale realizzato con i migliori prodotti tipici umbri. Un’unione di sapori e tradizione da provare assolutamente. Ecco come realizzarle

Le penne alla Norcina sono uno dei piatti tipici umbri più conosciuti e amati. Sono realizzate con ingredienti specifici della regione, tra cui la salsiccia di Norcia e l’immancabile tartufo.

Il nome “norcineria” indica la ricchezza di sapori di una zona specifica dell’Italia, con una tradizione culinaria antichissima. Fin dal Medioevo, infatti, Norcia era una città associata alla lavorazione della carne di maiale. Tanto nota, che conobbe un periodo di relativa ricchezza. Sembra che sia stata proprio Norcia a diffondere l’arte della produzione di salumi nella capitale.

Vediamo come realizzare la pasta alla norcina.

Penne alla norcina ricetta originale - Ingredienti

La denominazione “pasta alla Norcina” è molto ambigua. Sotto questa dicitura, infatti, vengono raccolte molte varianti del piatto: penne alla Norcina, strangozzi alla Norcina, tagliatelle alla Norcina. Questi piatti, però, non indicano delle varianti della stessa ricetta. Si tratta, infatti, di preparazioni molto diverse tra di loro.

La prima versione della pasta alla Norcina, ad esempio, è fatta dalle penne o dagli strangozzi e prevede tra gli ingredienti la salsiccia umbra, la panna o la ricotta, la cipolla o l’aglio e il pepe. In alcune ricette è presente il tartufo, in altre no.

Un’altra versione è, ad esempio, quella realizzata con la pasta lunga, le linguine o le tagliatelle e in cui oltre al tartufo nero di Norcia vengono aggiunte acciughe e aglio. Qui di seguito, indicheremo il procedimento per realizzare le penne alla norcina, secondo la prima versione, con i salumi di Norcia.

Tartufi penne alla norcina intavoliamo

Ecco gli ingredienti per le pennette alla norcina per 4 persone:

  • 400 grammi di penne rigate
  • 200 grammi di ricotta (possibilmente di pecora)
  • 250 grammi di salsiccia di Norcia
  • 80 grammi di pecorino
  • 70 grammi di olio extravergine di oliva
  • 50 grammi di cipolla
  • 100 grammi di tartufo scorsone fresco
  • 100 grammi di bianco
  • prezzemolo
  • sale e pepe q.b.

Come preparare le penne alla Norcina

  • Per preparare la pasta alla Norcina, la prima cosa che dovrete fare sarà mettere il tartufo a bagno, per facilitarne la pulitura. La terra presente sull’alimento dovrà essere eliminata con l’aiuto di una spazzola.
  • In seguito, asciugate il tartufo con della carta assorbente e riponetelo in frigo.
  • Nel frattempo, pulite e tritate la cipolla. Aprite le salsicce e sbriciolatene la carne.
  • In una padella antiaderente abbastanza capiente, versate l’olio e la cipolla, che farete appassire a fuoco lento.
  • Aggiungete le salsicce e rosolatele. Sfumate con il vino bianco. Alzate un po’ la fiamma e fatelo evaporare.
  • Nel frattempo, continuate a girare la carne, per evitare che si bruci.
  • Preparate la pentola per la pasta. Mettete abbondante acqua e portate a ebollizione. Aggiustate di sale e versateci le penne, che dovranno essere cotte al dente.
  • Intanto, in un recipiente fondo lavorate la ricotta con la frusta, speziandola con un pizzico di pepe.
  • Cotta la pasta, scolatela e saltatela nella padella con la salsiccia.
  • Spegnete e mantecate col pecorino.
  • Infine, unite la ricotta e continuate a mantecare.
  • Come ultima operazione, grattugiate il tartufo fresco, regolandovi per le quantità in base ai gusti e unite delle foglie di prezzemolo.

Penne alla norcina2 intavoliamo

Variante con la panna da cucina

Potete realizzare le vostre penne alla Norcina, in una variante con la panna da cucina.

Il procedimento e gli ingredienti sono molto simili a quelli illustrati nella ricetta precedente.

La differenza, in questo caso, sta nel sostituire la ricotta di pecora con 200 ml di panna da cucina.

  • Le salsicce andranno saltate nella padella con la cipolla e l’olio.
  • Una volta cotte, potete unire la panna, grattugiare a questo punto il tartufo e aggiustare con il pepe.
  • Scolate la pasta e saltatela nella padella per un minuto.
  • Poi, mantecate con il pecorino e ornate con delle scaglie di tartufo.

Se rimane, la pasta alla Norcina può essere conservata in frigo, in un contenitore ermetico, ed essere consumata al massimo il giorno dopo.

Pubblicato in RICETTE UMBRE
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Regione: Puglia
Tipologia di prodotto:  Paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito le pettole nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Ingredienti

Gli ingredienti delle pettole sono:

  • farina;
  • lievito di birra;
  • acqua tiepida;
  • sale grosso.

Preparazione

Per preparare l'impasto occorre innanzitutto:

  • setacciare la farina e scioglierci insieme il lievito di birra con poca acqua tiepida;
  • poi si aggiungerà del sale grosso sciolto in altra acqua;
  • si procede impastando fino ad ottenere una consistenza omogenea;
  • dopodiché si divide l'impasto in due parti e si pone metà a lievitare in una ciotola per circa 2 ore.

Si tagliano delle olive verdi e nere a rondelle e si aggiungono all'altra metà dell’impasto, da far lievitare allo stesso modo.

Frittura

Quando il volume è raddoppiato, si ricavano delle palline da friggere in una pentola con olio di semi a 180°.

Le pettole devono essere dorate da entrambi i lati, poi vanno scolate su carta assorbente.

Degustazione

Quelle semplici possono essere cosparse di:

  • zucchero semolato;
  • zucchero a velo;
  • caramello;
  • uvetta;
  • pinoli;
  • cioccolato fuso;
  • miele, a seconda dei gusti. 

Degustazione

Altre varianti per le pettole salate prevedono, invece delle:

  • olive;
  • acciughe;
  • pomodorini;
  • tonno;
  • capperi;
  • rape stufate.
Pubblicato in PUGLIA
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Regione: Sardegna
Tipologia di prodotto: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Descrizione

I "pirikitos", detti anche "piricchittos" o "piricchitus", sono dei dolcetti tipici sardi, in particolare dell’area medio campidanese.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i pirikitos nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Caratteristiche

I pirikitos sono:

  • delle palline di pasta glassate con una ghiaccia allo zucchero.

I pirikitos, infatti, sono come dei piccoli biscotti dall’interno morbido e ripieno di pasta, anche se ne esiste anche una versione senza nulla dentro:

  • sono i cosiddetti "pirikitos ‘e entu".

Essi sono di dimensioni più grandi, ma ugualmente glassati all’esterno.

La glassa bianca di zucchero ed essenza di fiori d’arancio deve avere una consistenza quasi gommosa e filante.

Se presa tra le mani deve produrre, appunto, un filo flessibile e semi trasparente:

  • per questo viene chiamata "glassa a mesu filu", che letteralmente significa "che fa il filo", "che è filante".

Tradizioni

Questi dolci sono consumati specialmente nel periodo invernale, anche se, essendo una specialità sarda, sono molto amati anche dai turisti in tutte le stagioni dell'anno.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dei pirikitos sono:

  • 400 g di farina;
  • 10 tuorli;
  • 10 cucchiai di olio di semi;
  • 2 cucchiai di zucchero;
  • 1 bustina di lievito per dolci;
  • 1 buccia grattuggiata di limone.

Gli ingredienti necessari per la preparazione della "glassa" dei pirikitos sono:

  • 600 g di zucchero;
  • 1 bicchiere di acqua;
  • essenza ai fiori di arancio.

Preparazione

Prendete una ciotola ed unite:

  • due cucchiai di zucchero con i tuorli;
  • lavorateli fino ad ottenere una crema omogenea;
  • continuando a lavorarli aggiungete lentamente l'uovo e poi la buccia gratuggiata di limone;
  • prendete la farina, il lievito e setacciate bene, poi uniteli al composto, al fine di ottenere un impasto da lavorare manualmente. 

Da questo composto, dovete:

  • staccare dei piccoli pezzetti e creare delle palline grandi quanto una noce;
  • su della carta da forno, depositate le palline e infornate con forno già caldo a 180 gradi, e lasciate cuocere per circa 15-20 minuti.

 Con i dolci in forno, procedete alla preparazione della "glassa", dovete quindi:

  • mettere lo zucchero in una padella, versate l'acqua e l'essenza ai fiori di arancio e portate a ebollizione fino a evaporazione;
  • passati circa 15 minuti di cottura, sul bordo della padella si formerà leggera linea bianca, che sarebbe zucchero rappreso;
  • a questo punto è necessario che, stando attenti a non scottarvi, versate una goccina di questa glassa su un indice e dovrete premerla con il pollice;
  • se staccando le due dita, si verrà a formare un filo lungo circa mezzo centimetro, a quel punto la vostra glassa sarà pronta.

Versare i pirikitos freddi all'interno della padella con la glassa e farli rotolare su ogni lato, quando deciderete che saranno ben "glassati", toglieteli dalla padella e lasciateli raffreddare.

I vostri pirikitos sono pronti per essere serviti!

Pubblicato in SARDEGNA
Regione: Calabria
Tipologia prodotto: Prodotti da forno
Certificazione: PAT

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la "pizza alla reggina" nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT).

Origini

Anticamente la "pitta" era considerata un prodotto secondario rispetto al pane ed era infornata per testare la temperatura del forno prima della cottura del pane.

Veniva "pittata", ossia "spennellata", per conservarla meglio.

Varianti

Somiglia molto ad una "focaccia" e può essere consumata sola o accompagnata da salumi e formaggi locali.

Sebbene sia un prodotto gastronomico povero e molto semplice, la varietà dei sapori calabri permette una vasta gamma di varianti e farciture, sia dolci che salate.

Abbiamo:

  • la "pitta 'mpigliata";
  • la "lestopitta";
  • la "pitta di maju";
  • la "pitta a riggitana".

La "pizza alla reggina", detta anche "pitta a riggitana", è una variante della pitta, diffusa maggiormente (come dice il nome stesso), presso la provincia di Reggio Calabria.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione della pizza alla reggina sono:

  • 1 kg di farina 00
  • 25 g di lievito di birra;
  • 1 cucchiaino di sale fino;
  • 1 cucchiaino di zucchero;
  • 30 g di olio evo;
  • 500 ml di acqua;
  • ricotta fresca;
  • salame;
  • uova;
  • strutto;
  • prezzemolo;
  • sale;
  • pepe nero.

Preparazione

  • Stendere la pasta sfoglia;
  • versarci sopra la farcitura, (ricotta,uova,salame,prezzemolo,sale e pepe nero);
  • ricoprire con un'altra sfoglia;
  • guarnire con strutto;
  • cuocere in forno.

Degustazione

Non c'è un periodo in particolare in cui la pizza alla reggina viene cucinata e consumata.

È un preparato molto sostanzioso e saporito, dal esterno croccante e l'interno morbido e irresistibile.

Pubblicato in RICETTE CALABRESI
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