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REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Gastronomia

Descrizione

I "malloreddus", noti anche col nome di gnocchetti sardi, sono un tipo di pasta tipica della cucina sarda e facilmente reperibili in tutta Italia.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i malloreddus nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Caratteristiche

malloreddus ricordano:

  • la forma di conchiglie rigate allungate di oltre 2 cm;
  • preparati con farina di semola e acqua;
  • si mangiano con varie salse.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per la preparazione dei malloreddus sono:

  • asparagi selvatici;
  • salsiccia;
  • aglio;
  • olio;
  • sale.

Preparazione

La preparazione dei malloreddus consiste nel:

  • pulire gli asparagi ed eliminare la parte inferiore del gambo che di solito è più dura;
  • lavarli bene e sistemarli su un panno da cucina;
  • tagliare la salsiccia a pezzetti e gli asparagi.

Cottura

In una padella versa l'olio extra vergine di oliva e aggiungi uno spicchio d'aglio schiacciato.

Metti sul fuoco e lascialo rosolare, toglilo e aggiungi la salsiccia.

Continua a cuocere la salsiccia e quando la vedrai quasi cotta aggiungi lo sparàu e un pizzico di sale.

Prosegui con la cottura sino a quando gli asparagi non saranno quasi appassiti.

Nel frattempo butta in acqua bollente salata i malloreddus, scolali al dente e versali nella padella del condimento.

Fai saltare per 5 minuti, cospargili di pecorino grattuggiato e servili ben caldi.

Pubblicato in RICETTE SARDE
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REGIONE: Sardegna
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pasta fresca

Descrizione

I "malloreddus" sono il formato di pasta più tipico dell'intera regione Sardegna, e assume diverse denominazioni a seconda dell'area di produzione.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito i malloreddus nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna (PAT).

Origini

I malloreddus sono infatti chiamati anche "cigiones" nell'area di Sassari, "macarones de punzu" nel Logudoro e "cravaos" nell'area di Nuoro.

La loro origine affonda nella notte dei tempi e si lega alla tradizione contadina dell'isola, dove un tempo si viveva per lo più del lavoro dei campi e dell'allevamento del bestiame.

Ingredienti

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione dei malloreddus sono:

  • farina di semola;
  • acqua.

Preparazione

Le antiche massaie realizzavano con questi ingredienti una massa che poi veniva ridotta in bastoncini e in tocchetti.

I tocchetti venivano lavorati con l'aiuto di un canestro di paglia detto ciuilri che conferiva loro la tipica forma che li caratterizza ancora oggi.

I malloreddus sono infatti gnocchetti rigati dall'aspetto panciuto.

Probabilmente da questo deriva il loro nome.

In dialetto sardo il "malloru" è il toro e i malloreddus sono i vitellini:

  • i piccoli gnocchetti panciuti ricordavano ai pastori dei vitellini grassi appena nati.

Oggi per ottenere la rigatura esiste unno strumento apposito.

Tradizioni

In Sardegna i malloreddus vengono cucinati nelle occasioni più importanti, durante le feste e i matrimoni.

Vengono conditi in tanti modi diversi, ma la ricetta più tipicamente sarda è quella dei malloreddus alla campidanese, ovvero con sugo di salsiccia e zafferano.

In origine lo zafferano veniva inserito direttamente nell'impasto degli gnocchetti, ora invece si aggiunge al sugo.

Pubblicato in SARDEGNA
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Regione: Puglia
Tipologia di prodotto: Prodotti della gastronomia|

Descrizione

Un piatto di festa, la "melanzanata di Sant'Oronzo", conosciuta anche con le denominazioni di "meranganata de Santu Ronzu" e di "parmigiana de Santu Ronzu", è una preparazione dell' arte culinaria tradizionale pugliese, che si contraddistingue per il suo gusto unico e inconfondibile.

Certificazioni

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito la melanzanata di Sant'Oronzo nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Puglia (PAT).

Tradizioni

Una pietanza antica, documentata da numerosi autori di testi gastronomici della cucina tipica salentina.

La melanzanata di Sant’Oronzo è strettamente legata alla vigilia della festa dedicata al patrono di Lecce "Sant’Oronzo", che si svolge il 26 di Agosto.

Da questa figura, infatti, deriva il nome di questa specialità gastronomica pugliese.

La melanzanata di Sant'Oronzo è una prelibatezza immancabile delle tavole tradizionali leccesi che commemorano il Santo.

La medesima ricetta viene però realizzata anche nel resto della provincia.

Ingredienti

Gli ingredienti necessari per preparare la melanzanata di Sant'Oronzo sono i seguenti:

  • melanzane;
  • sale;
  • uova;
  • farina;
  • olio extra vergine di oliva;
  • capperi;
  • pecorino.

Variante

La melanzanata di Sant’Oronzo è una gustosa variante della più famosa "parmigiana di melanzane".

Una ricetta, quella leccese, rivisitata con maestria dalle massaie del luogo.

Il risultato è davvero straordinario!

A fare la differenza sono:

  • i capperi sotto aceto;
  • il pecorino grattugiato.

Due ingredienti speciali dalle sapidità decise!

Ricetta

Prendiamo le nostre melanzane e procediamo come segue:

  • tagliamole a fette e saliamole;
  • successivamente verranno pressate e messe a sgocciolare;
  • quindi verranno passate in una pastella realizzata con uovo e farina.

Dopodiché verranno fritte con un prodotto d'eccezione, ovvero:

  • "l'olio extra vergine d'oliva pugliese".

Una volta dorate, strato dopo strato, verranno variamente condite ed infine infornate, dando vita a un tortino dal profumo penetrante e dal sapore goloso.

Pubblicato in PUGLIA
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Le menole all'agro, o menole con cipollata, sono un piatto tipico della zona del trapanese, il cui comprensorio marino è ricco di questo pesce azzurro.

Caratteristiche

La menola è un pesce azzurro dalle dimensioni contenute, ricco di omega 3. Noto in Sicilia con il nome di "ritunnu" è per tradizione sottoposto a salagione (ritunnu salatu o menola salata), ma è anche venduto fresco. E' proprio con le menole fresche che realizzeremo questa ricetta gustosa, facile e che può essere gustata anche tiepida o addirittura fredda; meglio ancora il giorno dopo che è stata cucinata, quando il pesce avrà assorbito tutto l'aroma del condimento. 

Ingredienti

Ecco gli ingredienti per preparare le menole all'agro

Preparazione

  • Sbucciate e tagliate le cipolle al velo;
  • Cospargete una padella di olio evo e fatelo scaldare;
  • buttate in padella le cipolle e fatele rosolare qualche minuto;
  • sfumate con l'aceto rosso, salate, aggiungete qualche foglia di menta fresca e coprite con un coperchio in modo da far stufare il tutto a fuoco lento;
  • mentre le cipolle cuociono praticate dei taglietti sui fianchi delle menole precedentemente spinate;
  • versate abbondante olio in un'altra padella e portate a temperatura;
  • immergete le menole e friggetele avendo cura di girarle più volte;
  • una volta fritte, scolatele dall'olio in eccesso e disponetele su un piatto piano;
  • aggiungete alle menole la cipolla ormai stufata e caramellata e il gioco è fatto.

Degustazione

Come abbiamo anticipato questo piatto è ancora più buono se gustato freddo o addirittura il giorno seguente. Ottimo l'abbinamento con un buon Bianco D'Alcamo, vino morbido e robusto che si accompagna perfettamente alla cucina di mare.

Il consiglio di Intavoliamo

Se vi piace il gusto agrodolce durante la cottura delle cipolle aggiungete mezzo cucchiaino di zucchero per farle caramellare ancora meglio.

 

 

Pubblicato in RICETTE SICILIANE
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REGIONE: Puglia
TIPOLOGIA DI PRODOTTO: Pasta

Degustazione

I "milaffanti" sono un particolare formato di pasta molto antico e conosciuto lungo tutto lo Stivale.

Origine

Il nome curioso deriva da "mille fanti", e in Salento è conosciuto come una pastina realizzata con:

  • la semola di grano duro e le uova;

lavorate assieme con le dita delle mani, fino ad ottenere dei grumi.

Il gesto dello sfregamento della pasta genera la tipica consistenza dei milaffanti, simili a granelli.

L'alimento si è diffuso in un' area circoscritta, tra Gallipoli e Nardò e non si hanno notizie certe delle ragioni.

Tradizioni

Una volta la gente comune poteva concedersi un piatto di milaffanti solo la Domenica e durante le festività, quando si aveva la possibilità di usare uova fresche, un bene preziosissimo.

Oggi è possibile gustarli sempre, dentro al brodo di carne.

In Salento si tratta di un "piatto tipico" da gustare il pranzo di Natale, con tutta la famiglia riunita!

I milaffanti si chiamano anche "triddi" e si narra che gli abitanti antichi pugliesi li preparassero non solamente nelle ricorrenze religiose di Natale e Pasqua, ma anche durante le Veglie in onore dei Defunti, o per le puerpere dopo il parto, per dare energia e scaldare il cuore.

Ingredienti

La preparazione lunga e laboriosa dei milaffanti impegnava, anticamente, le massaie per molte ore.

Gli ingredienti sono semplicissimi, ovvero:

  • semola;
  • uova;
  • formaggio.

Lavorazione

La ricetta dei milaffanti insegna a:

  • lavorare la semola, le uova e il formaggio molto lentamente e senza l'aggiunta di acqua;
  • successivamente si lascia asciugare la sfoglia per qualche ora e si realizzano i triddi (che in pugliese significa tre), con l'uso di pollice, indice e medio.
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Il minestrone di fagioli e orzo è uno dei piatti invernali più diffusi in Friuli. Qui, viene proposto in tante varianti diverse, accompagnato o meno a un ottimo bicchiere di vino. Può essere consumato anche freddo, denso al punto da poter essere tagliato a fette.

Il Friuli Venezia Giulia offre una gastronomia gustosa e genuina, caratterizzata da prodotti caratteristici e vini rinomati. Uno dei piatti tipici della cucina friulana è il minestrone di fagioli e orzo. Tipicamente invernale, può essere in realtà gustato in tutte le stagioni.

Un tempo, questo piatto ricopriva un posto principe nella tradizione culinaria regionale. Le minestre e le zuppe erano infatti molto diffuse, declinate in diverse varianti e parte integrante della dieta friulana.

Minestrone di fagioli e orzo ma non solo: le minestre nella tradizione friulana

Oggi, le minestre non ricoprono più l’importanza di una volta. C’era un tempo, tuttavia, in cui i minestroni realizzati con le verdure dell’orto erano dei piatti saporiti, comuni e decisamente ricercati.

Tra le preparazioni più tradizionali, vanno menzionate sicuramente le minestre come la jota, la minestra di patate e bieta, di patate e verze, il Paparot, realizzato con spinaci, pancetta, farina di mais e di frumento. Ma anche la zuppa di cipolla e la Sope, un brodo ristretto a base di sedano a cui vengono aggiunte delle fette di pane abbrustolito e un’abbondante spolverata di parmigiano.

Il minestrone orzo e fagioli è una delle preparazioni più antiche e tipiche della cucina friulana. Gustoso, sano e ricco, ecco come prepararlo e alcune proprietà dei suoi ingredienti.

Fagioli Rossi intavoliamo

Minestrone di fagioli e orzo - Ingredienti

Partiamo dagli ingredienti. Le dosi indicate sono adatte per 4 persone. Per realizzare il vostro minestrone orzo e fagioli serviranno:

  • 200 grammi di fagioli borlotti secchi
  • 200 grammi di orzo perlato
  • mezzo litro di latte
  • 1 osso di prosciutto
  • 2 patate
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • foglie di alloro
  • sale q.b.

Come realizzare il minestrone di fagioli e orzo - Procedimento

  • Iniziate mettendo in ammollo, separatamente, l’orzo e i fagioli.

Vi conviene mettere gli ingredienti a bagno la notte prima, in modo che possano riposare per 12 ore.

Trascorso il tempo necessario:

  • Disponete i fagioli in una pentola con dell’acqua fredda a cui avrete aggiunto l’alloro, la cipolla pulita e tagliata, il sedano, la carota e le patate tagliate a cubetti. Aggiungete anche l’osso di prosciutto.
  • Quando l’acqua sarà giunta a bollore, salate quanto basta, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa un’ora e mezzo.
  • A questo punto, unite l’orzo e il latte riscaldato, procedendo nella cottura per un’altra oretta.

Alla fine della preparazione, la minestra di fagioli e orzo dovrà risultare molto densa.

  • Una volta pronta, togliete l’osso e le foglie di alloro e lasciate riposare per una ventina di minuti.

Poi, servite ai vostri commensali.

Orzo proprietà e benefici dell’ingrediente principale del minestrone friulano

L’orzo è uno degli ingredienti principe di questo piatto. Si tratta di un cereale gustoso, dalle spiccate proprietà e dagli ottimi valori nutrizionali.

Ha un’origine antichissima e si pensa sia uno dei primi cereali mai consumati dall’uomo.

Si tratta di un alimento ricco di sali minerali. Al suo interno, infatti, sono presenti il potassio, il calcio e il ferro. Per questo è considerato un ottimo rimineralizzante ed energizzante.

Si tratta inoltre di un cereale a basso indice glicemico. Il suo consumo, infatti, contribuisce a non innalzare eccessivamente i livelli di zucchero nel sangue.

Le fibre in esso contenute contribuiscono inoltre a mantenere nella norma i livelli di grassi del sangue. A beneficio di cuore, linea e apparato circolatorio.

Non solo: sembra che durante l’allattamento aiuti a stimolare la produzione di latte.

I suoi benefici ricadono soprattutto a livello intestinale. Si tratta di un cereale da inserire nella dieta, ad esempio, per trattare la stipsi o il gonfiore addominale.

Il consumo di orzo è adatto a tutti, bambini e anziani compresi ed è inoltre un valido alleato nei periodi di forte stress o in cui ci si sente a corto di energie.

Questo alimento è generalmente adoperato per preparare insalate e zuppe, come appunto il minestrone di fagioli. Di solito, si consiglia di consumare la varietà decorticata, da tenere in ammollo per una notte, prima della sua cottura.

Orzo intavoliamo

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